Il partito del proletariato
di Antonio Gramsci
"L' Ordine Nuovo", 1° novembre
1924
Il Partito comunista non è soltanto l'avanguardia della classe operaia, esso deve esserne anche il distac- camento organizzato. In regime capitalista, esso ha dei compiti estremamente importanti e vari. Esso deve dirigere il proletariato nella sua lotta fra difficoltà di ogni sorta, condurlo all'of- fensiva quando la situazione lo esige, sottrarlo, guidan- dolo alla ritirata, ai colpi del suo avversario quando esso rischia di essere schiacciato da quest'ultimo, inculcare nella massa dei senza partito i principi della disciplina, di metodo di organizzazione, di fermezza necessari alla lotta. Ma il partito non verrà meno a questi suoi compiti soltanto se sarà esso stesso la personificazione della disciplina e dell'organizzazione, se sarà il distaccamento organizzato del proletariato. Altrimenti esso non potrà pretendere di conquistare la direzione delle masse proletarie. Il partito è dunque l'avanguardia
organizzata della classe operaia. Il Partito comunista è l'avanguardia
organizzata, ma non la sola organizzazione della classe operaia. La classe
operaia ha una serie di altre organizzazioni che le sono indispensabili
nella lotta contro il capitale: sindacati, cooperative, comitati di officina,
frazioni parlamentari, unioni delle donne senza partito, stampa, associazioni,
organizzazioni di cultura, unione della gioventù, organizzazioni
di combattimento rivoluzionarie (nel corso dell'azione rivoluzionaria diretta),
Soviet dei deputati, Stato (se il proletariato è al potere), ecc. La maggior parte di queste organizzazioni
sono apolitiche: qualcuna soltanto aderente al partito o totalmente o per
ramificazione. Tutte sono, in certe condizioni, assolutamente necessarie
alla classe operaia, per consolidare le sue posizioni di classe nelle differenti
sfere della lotta e farne una forza capace di sostituire l'ordine borghese
con l'ordine socialista. Ma come ottenere l'unità
di direzione in organizzazioni così diverse? Come evitare che la
loro molteplicità non porti con se i dissensi nella direzione? Queste
organizzazioni, si dirà, compiono ciascuna il proprio lavoro in
una sfera speciale e, per conseguenza, esse non possono importunarsi vicendevolmente.
E' giusto. Ma tutte devono condurre la loro azione con una direzione unica,
perché esse servono tutte una sola classe: quella dei proletari.
Chi dunque determina questa direzione unica? Qual è l'organizzazione
centrale sufficientemente sperimentata per elaborare questa linea generale
e capace, grazie alla sua autorità, di incitare tutte le organizzazioni
a seguirla, di ottenere l'unità di direzione ed escludere la possibilità
di colpi di testa? Questa organizzazione è
il partito del proletariato. Esso ha, veramente, tutte le qualità
necessarie. Prima di tutto, esso racchiude in se la parte migliore della
classe operaia, una avanguardia legata direttamente con le organizzazioni
senza partito del proletariato, che i comunisti frequentemente dirigono.
In secondo luogo il partito è, per la sua autorità, la sola
organizzazione capace di centralizzare la lotta del proletariato e di trasformare
così le organizzazioni politiche della classe operaia in organi
suoi di collegamento. Il partito è la forma
superiore dell'organizzazione di classe del proletariato. |
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