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De Entrevistas...
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- Sí, he estudiado a fondo el
cancionero español; he ido a él con la misma curiosidad con
que han ido otros a estudiarlo científicamente, y me he enamorado
de la canciones. Durante diez años he penetrado en el folclore,
pero con sentido de poeta, no sólo de estudioso. Por eso me jacto
de conocer mucho y de ser capaz de lo que no han sido capaces todavía
en España: de poner en escena y hacer gustar este cancionero de
la misma manera que lo han conseguido los rusos. Rusia y España
tienen en la rica vena de su folclore enormes e idénticas posibilidades,
que no son las mismas, por cierto, de otros pueblos del mundo. Desgraciadamente
en España se ha hurgado en el cancionero para desvirtuarlo, para
asesinarlo, como lo han hecho tantos autores de zarzuela que, a pesar de
ello, gozan de boga y consideración popular. Es que han ido al cancionero
como quien va a copiar de un museo, y ya lo dijo Falla: no es posible copiar
las canciones en papeles pentagramados; es menester recogerlas en gramófonos
para que no pierdan ese elemento imponderable que hace más que otra
cosa su belleza. ...........
Ustedes acaban de verme cuidando
el ritmo y los menudos detalles y, en verdad, no puede procederse de otro
modo: las canciones son criaturas, delicadas criaturas, a las que hay que
cuidar para que no se altere en nada su ritmo. Cada canción es una
maravilla de equilibrio, que puede romperse con fragilidad: es como una
onza que se mantiene sobre la punta de la aguja.
Las canciones son como las personas.
Viven, se perfeccionan, y algunas degeneran, se deshacen, hasta que sólo
nos quedan esos palimpsestos llenos de lagunas y de contrasentidos.
MANUEL
DEL FALLA
(1876-1946)
Siete
canciones populares españoles Sette canzoni popolari spagnole
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El paño moruno
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Seguidilla murciana
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Asturiana
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Jota
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Nana
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Canción
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Polo
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Da interviste...
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- Sì, ho studiato a fondo il
canzoniere spagnolo; mi sono interessato ad esso con la stessa curiosità
con la quale si sono interessati altri per studiarlo scientificamente,
e mi sono innamorato delle canzoni. Per dieci anni mi sono immerso
nel folklore, ma con lo spirito del poeta, non solo con quello dello studioso.
Perciò mi vanto di conoscere molto e di essere esperto in ciò
di cui in Spagna non sono ancora stati capaci: di mettere in scena e far
piacere questo canzoniere nello stesso modo in cui ci sono riusciti i russi.
Russia e Spagna possiedono enormi e identiche possibilità nella
ricca vena del loro folklore, che non sono certamente di altri paesi del
mondo. Disgraziatamente in Spagna si è frugato nel canzoniere per
alterarlo, per assassinarlo, come hanno fatto molti autori di operetta
che, nonostante ciò, sono di moda e godono di considerazione popolare.
Il problema è che si sono interessati al canzoniere come chi copia
da un museo, e già lo disse Falla: non è possibile copiare
le canzoni in fogli pentagrammati; è necessario raccoglierle in
forma sonora e sentirle con un grammofono affinché non perdano
quell'elemento imponderabile che fa, più di ogni altra cosa, la
loro bellezza.
Voi finirete col vedermi prestare attenzione
al ritmo e ai piccoli dettagli e, in verità, non si può procedere
in altro modo: le canzoni sono creature , delicate creature, alle quali
si deve porre attenzione affinché non si alteri nulla nel loro ritmo.
Ogni canzone è una meraviglia di equilibrio, qualcosa di fragile
che si può facilmente spezzare: è come si tenesse in equilibrio
un'oncia sulla punta di un ago.
Le canzoni sono come le persone. Vivono,
si perfezionano, e alcune degenerano, si dissolvono, finché a noi
rimangono solo questi palinsesti pieni di lacune e di controsensi.
[Versione
italiana di Valeria Muti]
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Ascolta la
"Danza del mugnaio" dal Cappello a tre punte di Manuel De Falla. |
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Ascolta alcuni
versi
di un componimento poetico
di Federico García Lorca |
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