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Vita e opere di
Federico García Lorca
con telegrammi storici sulla Spagna in cui visse
e citazioni in italiano e in spagnolo dalle sue opere
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1926
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Si sente sempre più “intrappolato” a Granada: da mesi, infatti, tenta invano di portare in scena Mariana Pineda o il Don Perlimplín… Scrive la conferenza La imagen poética de Don Luis de Góngora, che pronuncia a febbraio in occasione dell’inaugurazione dell’Ateneo Científico Literario y Artístico de Granada. A marzo, strappando il permesso ai genitori, riesce finalmente a tornare alla Residencia de Estudiantes, dove gode ormai di “una sorta di recondita gloria privata” e dove viene accolto da “grandi dimostrazioni di affetto” da parte di tutti. Ad aprile esce, sulla prestigiosa Revista de Occidente diretta dal filosofo Ortega y Gasset, la sua Oda a Salvador Dalí. Viene invitato - grazie a Jorge Guillén - all’Ateneo di Valladolid, dove tiene una memorabile lettura di poesie, che, ripresa da diversi giornali, sarà decisiva per la sua carriera. Rientrato a Madrid, viene presentato alla famosa attrice e impresaria Margarita Xirgu, a cui consegna in lettura Mariana Pineda. Estate a Granada, dove conclude Romancero gitano. È, tuttavia, assai insoddisfatto: “L’estate finisce e io sono ancora qui, lungi dall’iniziare la mia attività di poeta drammatico…”. Sempre più angosciato dalle pressioni monetarie a cui i genitori lo sottomettono (“dicono che non faccio niente…”), medita persino di abbandonare la carriera letteraria e di diventare professore, di immettersi “su una strada… come dire?… ufficiale. Ecco: ufficiale!”. Nel frattempo scrive la conferenza Homenaje a Soto de Rojas, da cui prende lo spunto per una lunga riflessione sull’importanza dell’obiettività nell’arte. In autunno appare, all’improvviso, un editore di Malaga disposto a pubblicare - anzi, ansioso di farlo - la trilogia Poema del cante jondo, Suites, Canciones, nonché Romancero gitano. Infine, a novembre, Margarita Xirgu gli promette che allestirà Mariana Pineda a Barcellona. Inizia, insomma, il vero “decollo” artistico di Federico.
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[Nell'illustrazione sopra riportata:  Salvador Dalí, La persistenza della memoria]
Se siente cada vez más atrapado en Granada. En efecto, lleva meses intentando que se representen Mariana Pineda o Don Perlimplín. Escribe la conferencia La imagen poética de Don  Luis de Góngora, que pronuncia en febrero con ocasión de la inauguración del Ateneo Científico, Literario y Artístico de Granada. En marzo, arrancándoles el permiso a sus padres,  consigue por fín volver a la Residencia de Estudiantes, donde ya goza de «una suerte de recóndita gloria privada» y donde es recibido con «grandes muestras de afecto» por parte de todos. En abril, la prestigiosa Revista de  Occidente, dirigida por José Ortega y Gasset, publica su Oda a Salvador Dalí. Le invitan –gracias a Guillén- al Ateneo de Valladolid, donde celebra una memorable lectura de poesías que recogerán varios periódicos y que será decisiva para su carrera. De vuelta a Madrid, le presentan a la famosa actriz y empresaria Margarita Xirgu, a quien  le da a leer Mariana Pineda. Verano en Granada, donde concluye el Romancero gitano. Sin embargo, está bastante insatisfecho: «el verano se acaba y yo sigo aquí, lejos de iniciar mi actividad de poeta dramático...». Cada vez más angustiado por las presiones económicas a las que le someten sus padres («dicen que no hago nada...»), piensa incluso en dejar su carrera literaria y  convertirse en profesor, en tomar «un camino... ¿cómo decir?... oficial. Eso: ¡oficial!». Entretanto, escribe la conferencia Homenaje a Soto de Rojas, que da lugar a  una larga reflexión sobre la importancia de la objetividad en el arte. En otoño, aparece de pronto un editor dispuesto a publicar –es más, deseando hacerlo- la trilogía Poema del cante jondo, Suites, Canciones, así como el Romancero gitano. En noviembre, Margarita Xirgu le promete montar Mariana Pineda en Barcelona. Empieza, en definitiva, el verdadero «despegue» artístico de Federico.

Marocco: sconfitta di Abd-el-Krim, che si arrende ai francesi…
Dalle operedi García Lorca: La imagen poética de Don Luis de Góngora, 1926
Dalle operedi García Lorca: Intervista concessa a Francisco Ayaala, 1927
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1927
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Marzo: viaggia a Madrid per leggere Mariana Pineda alla Xirgu; quindi rientra a Granada. A maggio esce il volume Canzoni, che lo coglie in partenza per Barcellona, dove realizza, assieme a Salvador Dalí, le scene e i costumi per Mariana Pineda. Entra nell’ambiente degli intellettuali catalani, che lo accolgono a braccia aperte. Giugno: il debutto di Mariana Pineda riscuote un grande successo di pubblico e, in buona parte, anche della critica. Per l’occasione, un gruppo di amici organizza, presso una galleria della città, una mostra parallela di 24 disegni di Lorca. Luglio a Cadaqués: l’uscita di alcune poesie di Romancero gitano, nonché di Canciones, fanno sí che Federico venga ormai acclamato dalla stampa come “il più grande poeta spagnolo contemporaneo”. Dal canto suo, il rapporto tra Lorca e Dalí raggiunge, durante l’estate, il suo massimo grado di intensità e segnerà un periodo importante dell’opera - e della vita - di entrambi. Agosto a Malaga con i suoi. Ottobre: strepitoso successo di Mariana Pineda a Madrid, che gli frutta il suo primo guadagno economico: l’affatto spregevole somma di 2.804 pesetas. Alberti gli presenta il giovane poeta Vicente Aleixandre (premio Nobel 1977, ndr): tra i due nasce un’amicizia assai profonda e destinata a durare per sempre. Dicembre: partecipa a Siviglia, assieme ad altri poeti, (Alberti, Dámaso Alonso, Guillén, ecc.) agli atti commemorativi in onore del poeta classico Luis de Góngora, organizzati e finanziati dal celebre torero e intellettuale Ignacio Sánchez Mejías, al quale Lorca rimarrà legato da grande amicizia. In questa occasione viene “battezzata” la cosiddetta “Generazione del ‘27”. Tra i nuovi amici di quest’anno va nominato anche il giovane poeta Luis Cernuda. Inizia, infine, il distacco di  Lorca dal surrealismo - al quale, del resto, non ha mai veramente aderito - che gli varrà le feroci critiche di Buñuel, ormai da tempo a Parigi.

[Nella foto:  Federico García Lorca e Salvador Dalí]

Marzo: viaja a Madrid para leerle Mariana Pineda a Margarita Xirgu, y luego vuelve a Granada. En mayo se publica el volumen Canciones, justo cuando Lorca se está marchando a Barcelona, donde realiza, junto con Salvador Dalì, los decorados y el vestuario de Mariana Pineda y entra en el ambiente de los intelectuales catalanes, que le reciben con los brazos abiertos. Junio: el estreno de Mariana Pineda tiene un gran éxito de público y, en buena parte, también de crítica. Para la ocasión, un grupo de amigos organiza, en una galería de la ciudad, una exposición paralela de 24 dibujos de Lorca. Julio en Cadaqués. La publicación de algunas poesías del Romancero gitano, así como de Canciones hace que a  partir de entonces Federico sea aclamado por la prensa como «el mayor poeta español contemporáneo». Ese verano, la relación entre Lorca y Dalì alcanza su mayor grado de intensidad y marcará un periodo importante de la obra –y de la vida- de ambos. Agosto en Málaga con su familia. Octubre: gran éxito de Mariana Pineda en Madrid, que le supone su primera ganancia económica: la nada despreciable cantidad de 2.804 pesetas. Alberti le presenta al joven poeta Vicente Aleixandre (premio Nobel 1977), nace entre ellos una  profunda amistad destinada a durar para siempre. Diciembre: participa en Sevilla, junto con otros poetas (Alberti, Dámaso Alonso, Guillén, etc.), en los actos conmemorativos en honor del poeta clásico Luis de Góngora, organizados y financiados por el célebre  torero e intelectual Ignacio Sánchez Mejías, con quien Lorca traba una profunda amistad. En esa ocasión se bautiza a la llamada «Generación del 27». Entre los nuevos amigos de ese año, hay que citar también al joven  poeta Luis Cernuda. Por último, Lorca empieza a distanciarse del surrealismo, al que, por otra parte, nunca se había adherido realmente, lo que le supone feroces críticas de  Buñuel, que ya lleva tiempo en París.

Fine della guerra del Marocco…
Dalle operedi García Lorca: Lettera a Sebastià Gasch, 1927
Dalle operedi García Lorca: «Canzone con movimento», Canciones, 1927
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Dalle operedi García Lorca: «Due lune di sera», Canciones, 1927
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1928
Scrive e riunisce un gruppo con cui fonda, a Granada, la rivista d’avanguardia Gallo: il primo numero si esaurisce in due giorni; ma il secondo fallisce strepitosamente e l’avventura si coclude. Esce, presso la Revista de Occidente, Primo romancero gitano, raccolta di 18 poesie composte tra il ’24 e il ’27. Il libro diventa in poco tempo il più grande successo letterario spagnolo degli ultimi cento anni: “È il poema dell’Andalusia. Lo chiamo gitano, perché il gitano […] conserva la brace, il sangue e l’alfabeto della verità andalusa e universale”, spiegherà in seguito, rivelando che l’unico vero personaggio del libro è, in realtà, “la Pena, che penetra nelle ossa […] ma non ha niente a che vedere con la malinconia, né con la nostalgia, né con nessun altro dolore dell’animo”. 
Il 25 luglio legge sul giornale la notizia di “un delitto accaduto in misteriose
circostanze”; nei giorni seguenti il mistero viene chiarito: è lo spunto 
  per Nozze di sangue.
Agosto a Granada, dove “comincia a temere il successo”. Assiste all’uscita in volume di Mariana Pineda, scrive le conferenze Imaginación, inspiración y evasión - di cui sopravviveranno soltanto lunghi riassunti giornalistici - e Sketch de la nueva pintura. Rientrato a Madrid, conosce Emilio Aladrén, scultore discreto a cui - pare - rimarrà a lungo legato sentimentalmente. Ad Ottobre inaugura la nuova stagione dell’Ateneo di Granada con la conferenza Imaginación, inspiración y evasión - in cui analizza il processo creativo - e, pochi giorni dopo, vi pronuncia quella sulla pittura, in cui, tra gli spagnoli, esalta Picasso, Gris e Mirò, ma non Dalì, con cui mantiene, invece, un interessante scambio epistolare a proposito del Primo romancero gitano.
Pablo Picasso,
Bottiglia di "Vieux Marc"
Escribe, y reúne un grupo con el que funda, en Granada, la revista vanguardista Gallo. El primer número se agota en dos días, pero el segundo fracasa estrepitosamente, y se acaba la aventura. La Revista de Occidente publica el Primer romancero gitano, compendio de 18 poesías compuestas entre 1924 y 1927. El libro se convierte en poco tiempo en el mayor éxito literario español de los últimos cien años: «Es el poema de Andalucía. Lo llamo gitano porque el  gitano [....] conserva  la brasa, la sangre, el alfabeto de la verdad andaluza y universal», explicará posteriormente, revelando que el único personaje real del libro es en realidad «la Pena, que penetra en los huesos [...] pero no tiene nada que ver con la melancolía, ni con la nostalgia,  ni con ningún otro dolor del alma». El 25  de julio lee en el periódico la noticia de «un delito ocurrido en misteriosas  circunstancias», en los días siguientes se aclara el misterio, es el punto de partida de Bodas de sangre. Agosto en Granada, donde «empieza a temer el éxito». Asiste a la presentación de su libro Mariana Pineda, escribe las conferencias Imaginación, inspiración  y evasión –de la que sólo se conservan largos resúmenes periodísticos- y Sketch de la nueva pintura. Al volver a Madrid, conoce a Emilio Aladrén, discreto escultor con el que, al  parecer, tendrá una larga relación sentimental. En octubre inaugura el nuevo curso en el Ateneo de Granada con la conferencia Imaginación, inspiración y evasión –en la que analiza el proceso creativo- y  unos días después pronuncia en el mismo lugar  la de la pintura, en la que exalta, entre los pintores españoles, a Picasso, Mirò y Juan Gris, pero no a  Dalì, con el que, en cambio, mantiene un interesante intercambio epistolar a propósito del Primer romancero gitano.

La situazione politica, sociale ed economica si aggrava in tutto il paese…
Dalle operedi García Lorca: da Imaginación, inspiración, evasión, 1928
Dalle operedi García Lorca: da Sketch de la nueva pintura, 1928
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Dalle operedi García Lorca: «Romanza sonnambula», Romancero gitano, 1928
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1929
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Agli inizi dell’anno, riceve un invito a pronunciare una serie di conferenze negli Stati Uniti e a Cuba. Romancero gitano è già alla seconda edizione. Ai genitori, che lo accusano di non produrre denaro, risponde: “Non ho la colpa di molte mie cose. La colpa è della vita, delle lotte, delle crisi e dei conflitti morali che vivo”. In primavera il debutto di Amore di don Perlimplín con Belisa, diretta dall’autore, viene censurata e il copione sequestrato. Firma, assieme ad altri, un manifesto d’appoggio alle iniziative politiche del filosofo Ortega y Gasset “per una Spagna nuova e più libera” (destinate a fallire). Conosce, a Madrid, il dilomatico cileno Carlos Morla Lynch, la cui amicizia gli sarà spesso preziosa. Loda pubblicamente la poesia di Rafael Alberti. Riceve critiche da Buñuel e Dalì, che, a Parigi, girano Un chien andalou, ispirato, pare, proprio a Lorca. In questo periodo si interrompe il suo rapporto con lo scultore Aladrén, il che, sommato al “tradimento” di Dalì, gettano nello sconforto Federico, il quale, a Pasqua, partecipa in incognito, a Granada, alla processione della Madonna delle Angosce. Giugno: partenza per Parigi, Calais, Dover, Londra, Oxford, Southampton e, infine, New York, dove rimarrà per circa un anno, in qualità di studente, presso la Columbia University. Qui ritrova vecchi amici - Angel del Río, Federico de Onís, Andrés Segovia - e conosce, fra gli altri, il poeta León Felipe. Scrive Viaje a la luna, la sua unica sceneggiatura.
A principios del año, recibe una invitación para pronunciar una serie de conferencias en  Estados Unidos y Cuba. El Romancero va ya por su segunda edición. Responde a sus padres, que siguen acusándole de no ganar dinero: «Yo no tengo la culpa de muchas cosas mías. La culpa es de la vida, de las luchas, de las crisis y de los conflictos morales que vivo.» En  primavera, se estrena Amor de don Perlimplín con Belisa en su jardín,  dirigida  por su autor, pero es censurada y se secuestra el guión. Firma, junto con otros, un manifiesto de apoyo a las iniciativas políticas del filósofo Ortega y Gasset «por una España nueva y más libre» (destinadas al fracaso). Conoce en Madrid al diplomático chileno Carlos Morla Lynch, cuya amistad será a menudo muy valiosa para él. Elogia públicamente la poesía de Rafael Alberti. Recibe críticas de Buñuel y Dalì, que ruedan en  París Un chien andalou, parece ser que inspirada en el propio Lorca. En ese periodo se interrumpe su relación con el escultor Aladrén, lo cual, junto con la «traición» de Dalì, sumen a Federico en un profundo desasosiego. En Semana Santa participa de incógnito  en la procesión de la Virgen de las Angustias en Granada. Junio: viaja a París, Calais, Dover, Londres, Oxford, Southampton y, por último, Nueva York, donde permanecerá alrededor de un año, en calidad de estudiante, en la Columbia University. Allí se reencuentra con viejos amigos –Angel del Río, Federico de Onís, Andrés Segovia- y conoce, entre otros, al poeta León Felipe. Escribe Viaje a la luna, su único guión de cine.

Esposizione Universale a Barcellona e a Siviglia. Viene pubblicato, per la prima volta,
un manifesto palesemente antimonarchico…
Dalle operedi García Lorca: Intervista di Pablo Suero, 1933
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Dalle operedi García Lorca: «Il re di Harlem», Poeta a New York, 1929
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Dalle operedi García Lorca: «Paesaggio della folla che vomita», Poeta a New York, 1929
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Federico García Lorca - Cronologia 7/9

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