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Si sente sempre
più “intrappolato” a Granada: da mesi, infatti, tenta invano di
portare in scena Mariana Pineda o il Don Perlimplín…
Scrive la conferenza La imagen poética de Don Luis de Góngora,
che pronuncia a febbraio in occasione dell’inaugurazione dell’Ateneo Científico
Literario y Artístico de Granada. A marzo, strappando il permesso
ai genitori, riesce finalmente a tornare alla Residencia de Estudiantes,
dove gode ormai di “una sorta di recondita gloria privata” e dove viene
accolto da “grandi dimostrazioni di affetto” da parte di tutti. Ad
aprile esce, sulla prestigiosa Revista de Occidente diretta dal
filosofo Ortega y Gasset, la sua Oda a Salvador Dalí. Viene
invitato - grazie a Jorge Guillén - all’Ateneo di Valladolid, dove
tiene una memorabile lettura di poesie, che, ripresa da diversi giornali,
sarà decisiva per la sua carriera. Rientrato a Madrid, viene presentato
alla famosa attrice e impresaria Margarita Xirgu, a cui consegna in lettura
Mariana
Pineda. Estate a Granada, dove conclude Romancero gitano. È,
tuttavia, assai insoddisfatto: “L’estate finisce e io sono ancora qui,
lungi dall’iniziare la mia attività di poeta drammatico…”. Sempre
più angosciato dalle pressioni monetarie a cui i genitori lo sottomettono
(“dicono che non faccio niente…”), medita persino di abbandonare la carriera
letteraria e di diventare professore, di immettersi “su una strada… come
dire?… ufficiale. Ecco: ufficiale!”. Nel frattempo scrive la conferenza
Homenaje
a Soto de Rojas, da cui prende lo spunto per una lunga riflessione
sull’importanza dell’obiettività nell’arte. In autunno appare, all’improvviso,
un editore di Malaga disposto a pubblicare - anzi, ansioso di farlo - la
trilogia Poema del cante jondo, Suites,
Canciones,
nonché Romancero gitano. Infine, a novembre, Margarita Xirgu
gli promette che allestirà Mariana Pineda a Barcellona. Inizia,
insomma, il vero “decollo” artistico di Federico.
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[Nell'illustrazione
sopra riportata: Salvador Dalí, La persistenza della memoria] |
| Se siente cada vez
más atrapado en Granada. En efecto, lleva meses intentando que se
representen Mariana Pineda o Don Perlimplín. Escribe
la conferencia La imagen poética de Don Luis de Góngora,
que pronuncia en febrero con ocasión de la inauguración del
Ateneo Científico, Literario y Artístico de Granada. En marzo,
arrancándoles el permiso a sus padres, consigue por fín
volver a la Residencia de Estudiantes, donde ya goza de «una suerte
de recóndita gloria privada» y donde es recibido con «grandes
muestras de afecto» por parte de todos. En abril, la prestigiosa
Revista de Occidente, dirigida por José Ortega y Gasset, publica
su Oda a Salvador Dalí. Le invitan –gracias a Guillén-
al Ateneo de Valladolid, donde celebra una memorable lectura de poesías
que recogerán varios periódicos y que será decisiva
para su carrera. De vuelta a Madrid, le presentan a la famosa actriz y
empresaria Margarita Xirgu, a quien le da a leer Mariana Pineda.
Verano en Granada, donde concluye el Romancero gitano. Sin embargo,
está bastante insatisfecho: «el verano se acaba y yo sigo
aquí, lejos de iniciar mi actividad de poeta dramático...».
Cada vez más angustiado por las presiones económicas a las
que le someten sus padres («dicen que no hago nada...»), piensa
incluso en dejar su carrera literaria y convertirse en profesor,
en tomar «un camino... ¿cómo decir?... oficial. Eso:
¡oficial!». Entretanto, escribe la conferencia Homenaje
a Soto de Rojas, que da lugar a una larga reflexión sobre
la importancia de la objetividad en el arte. En otoño, aparece de
pronto un editor dispuesto a publicar –es más, deseando hacerlo-
la trilogía Poema del cante jondo, Suites, Canciones,
así como el Romancero gitano. En noviembre, Margarita Xirgu
le promete montar Mariana Pineda en Barcelona. Empieza, en definitiva,
el verdadero «despegue» artístico de Federico. |
Marocco: sconfitta di Abd-el-Krim,
che si arrende ai francesi…
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Dalle operedi
García Lorca: La
imagen poética de Don Luis de Góngora, 1926 |
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Dalle operedi
García Lorca: Intervista
concessa a Francisco Ayaala, 1927 |
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Marzo: viaggia
a Madrid per leggere Mariana Pineda alla Xirgu; quindi rientra a
Granada. A maggio esce il volume Canzoni, che lo coglie in partenza
per Barcellona, dove realizza, assieme a Salvador Dalí, le scene
e i costumi per Mariana Pineda. Entra nell’ambiente degli intellettuali
catalani, che lo accolgono a braccia aperte. Giugno: il debutto di Mariana
Pineda riscuote un grande successo di pubblico e, in buona parte, anche
della critica. Per l’occasione, un gruppo di amici organizza, presso una
galleria della città, una mostra parallela di 24 disegni di Lorca.
Luglio a Cadaqués: l’uscita di alcune poesie di Romancero gitano,
nonché di Canciones, fanno sí che Federico venga ormai
acclamato dalla stampa come “il più grande poeta spagnolo contemporaneo”. Dal
canto suo, il rapporto tra Lorca e Dalí raggiunge, durante l’estate,
il suo massimo grado di intensità e segnerà un periodo importante
dell’opera - e della vita - di entrambi. Agosto a Malaga con i suoi. Ottobre:
strepitoso successo di Mariana Pineda a Madrid, che gli frutta il
suo primo guadagno economico: l’affatto spregevole somma di 2.804 pesetas.
Alberti gli presenta il giovane poeta Vicente Aleixandre (premio Nobel
1977, ndr): tra i due nasce un’amicizia assai profonda e destinata
a durare per sempre. Dicembre: partecipa a Siviglia, assieme ad altri poeti,
(Alberti, Dámaso Alonso, Guillén, ecc.) agli atti commemorativi
in onore del poeta classico Luis de Góngora, organizzati e finanziati
dal celebre torero e intellettuale Ignacio Sánchez Mejías,
al quale Lorca rimarrà legato da grande amicizia. In questa occasione
viene “battezzata” la cosiddetta “Generazione del ‘27”. Tra i nuovi amici
di quest’anno va nominato anche il giovane poeta Luis Cernuda. Inizia,
infine, il distacco di Lorca dal surrealismo - al quale, del resto,
non ha mai veramente aderito - che gli varrà le feroci critiche
di Buñuel, ormai da tempo a Parigi.
[Nella foto: Federico
García Lorca e Salvador Dalí] |
| Marzo: viaja a Madrid
para leerle Mariana Pineda a Margarita Xirgu, y luego vuelve a Granada.
En mayo se publica el volumen Canciones, justo cuando Lorca se está
marchando a Barcelona, donde realiza, junto con Salvador Dalì, los
decorados y el vestuario de Mariana Pineda y entra en el ambiente
de los intelectuales catalanes, que le reciben con los brazos abiertos.
Junio: el estreno de Mariana Pineda tiene un gran éxito de
público y, en buena parte, también de crítica. Para
la ocasión, un grupo de amigos organiza, en una galería de
la ciudad, una exposición paralela de 24 dibujos de Lorca. Julio
en Cadaqués. La publicación de algunas poesías del
Romancero
gitano, así como de Canciones hace que a partir
de entonces Federico sea aclamado por la prensa como «el mayor poeta
español contemporáneo». Ese verano, la relación
entre Lorca y Dalì alcanza su mayor grado de intensidad y marcará
un periodo importante de la obra –y de la vida- de ambos. Agosto en Málaga
con su familia. Octubre: gran éxito de Mariana Pineda en
Madrid, que le supone su primera ganancia económica: la nada despreciable
cantidad de 2.804 pesetas. Alberti le presenta al joven poeta Vicente Aleixandre
(premio Nobel 1977), nace entre ellos una profunda amistad destinada
a durar para siempre. Diciembre: participa en Sevilla, junto con otros
poetas (Alberti, Dámaso Alonso, Guillén, etc.), en los actos
conmemorativos en honor del poeta clásico Luis de Góngora,
organizados y financiados por el célebre torero e intelectual
Ignacio Sánchez Mejías, con quien Lorca traba una profunda
amistad. En esa ocasión se bautiza a la llamada «Generación
del 27». Entre los nuevos amigos de ese año, hay que citar
también al joven poeta Luis Cernuda. Por último, Lorca
empieza a distanciarse del surrealismo, al que, por otra parte, nunca se
había adherido realmente, lo que le supone feroces críticas
de Buñuel, que ya lleva tiempo en París. |
Fine della guerra del Marocco…
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Dalle operedi
García Lorca: Lettera
a Sebastià Gasch, 1927 |
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Dalle operedi
García Lorca: «Canzone
con movimento», Canciones, 1927 |
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Dalle operedi
García Lorca: «Due
lune di sera», Canciones, 1927 |
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Scrive e riunisce un gruppo
con cui fonda, a Granada, la rivista d’avanguardia Gallo: il primo numero
si esaurisce in due giorni; ma il secondo fallisce strepitosamente e l’avventura
si coclude. Esce, presso la Revista de Occidente, Primo romancero gitano,
raccolta di 18 poesie composte tra il ’24 e il ’27. Il libro diventa in
poco tempo il più grande successo letterario spagnolo degli ultimi
cento anni: “È il poema dell’Andalusia. Lo chiamo gitano, perché
il gitano […] conserva la brace, il sangue e l’alfabeto della verità
andalusa e universale”, spiegherà in seguito, rivelando che l’unico
vero personaggio del libro è, in realtà, “la Pena, che penetra
nelle ossa […] ma non ha niente a che vedere con la malinconia, né
con la nostalgia, né con nessun altro dolore dell’animo”.
Il 25 luglio legge sul
giornale la notizia di “un delitto accaduto in misteriose
circostanze”; nei giorni
seguenti il mistero viene chiarito: è lo spunto |
per
Nozze
di sangue.
| Agosto a Granada,
dove “comincia a temere il successo”. Assiste all’uscita in volume di Mariana
Pineda, scrive le conferenze Imaginación, inspiración
y evasión - di cui sopravviveranno soltanto lunghi riassunti
giornalistici - e Sketch de la nueva pintura. Rientrato a Madrid,
conosce Emilio Aladrén, scultore discreto a cui - pare - rimarrà
a lungo legato sentimentalmente. Ad Ottobre inaugura la nuova stagione
dell’Ateneo di Granada con la conferenza Imaginación, inspiración
y evasión - in cui analizza il processo creativo - e, pochi
giorni dopo, vi pronuncia quella sulla pittura, in cui, tra gli spagnoli,
esalta Picasso, Gris e Mirò, ma non Dalì, con cui mantiene,
invece, un interessante scambio epistolare a proposito del Primo romancero
gitano. |
Pablo Picasso,
Bottiglia di "Vieux
Marc"
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| Escribe, y reúne
un grupo con el que funda, en Granada, la revista vanguardista Gallo. El
primer número se agota en dos días, pero el segundo fracasa
estrepitosamente, y se acaba la aventura. La Revista de Occidente publica
el Primer romancero gitano, compendio de 18 poesías compuestas
entre 1924 y 1927. El libro se convierte en poco tiempo en el mayor éxito
literario español de los últimos cien años: «Es
el poema de Andalucía. Lo llamo gitano porque el gitano [....]
conserva la brasa, la sangre, el alfabeto de la verdad andaluza y
universal», explicará posteriormente, revelando que el único
personaje real del libro es en realidad «la Pena, que penetra en
los huesos [...] pero no tiene nada que ver con la melancolía, ni
con la nostalgia, ni con ningún otro dolor del alma».
El 25 de julio lee en el periódico la noticia de «un
delito ocurrido en misteriosas circunstancias», en los días
siguientes se aclara el misterio, es el punto de partida de Bodas de
sangre. Agosto en Granada, donde «empieza a temer el éxito».
Asiste a la presentación de su libro Mariana Pineda, escribe
las conferencias Imaginación, inspiración y evasión
–de la que sólo se conservan largos resúmenes periodísticos-
y Sketch de la nueva pintura. Al volver a Madrid, conoce a Emilio
Aladrén, discreto escultor con el que, al parecer, tendrá
una larga relación sentimental. En octubre inaugura el nuevo curso
en el Ateneo de Granada con la conferencia Imaginación, inspiración
y evasión –en la que analiza el proceso creativo- y unos
días después pronuncia en el mismo lugar la de la pintura,
en la que exalta, entre los pintores españoles, a Picasso, Mirò
y Juan Gris, pero no a Dalì, con el que, en cambio, mantiene
un interesante intercambio epistolar a propósito del Primer
romancero gitano. |
La situazione politica, sociale
ed economica si aggrava in tutto il paese…
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Dalle operedi
García Lorca: da
Imaginación,
inspiración, evasión, 1928 |
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Dalle operedi
García Lorca: da
Sketch
de la nueva pintura, 1928 |
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Dalle operedi
García Lorca: «Romanza
sonnambula», Romancero gitano, 1928 |
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Agli inizi
dell’anno, riceve un invito a pronunciare una serie di conferenze negli
Stati Uniti e a Cuba. Romancero gitano è già alla
seconda edizione. Ai genitori, che lo accusano di non produrre denaro,
risponde: “Non ho la colpa di molte mie cose. La colpa è della vita,
delle lotte, delle crisi e dei conflitti morali che vivo”. In primavera
il debutto di Amore di don Perlimplín con Belisa, diretta
dall’autore, viene censurata e il copione sequestrato. Firma, assieme ad
altri, un manifesto d’appoggio alle iniziative politiche del filosofo Ortega
y Gasset “per una Spagna nuova e più libera” (destinate a fallire).
Conosce, a Madrid, il dilomatico cileno Carlos Morla Lynch, la cui amicizia
gli sarà spesso preziosa. Loda pubblicamente la poesia di Rafael
Alberti. Riceve critiche da Buñuel e Dalì, che, a Parigi,
girano Un chien andalou, ispirato, pare, proprio a Lorca. In questo
periodo si interrompe il suo rapporto con lo scultore Aladrén, il
che, sommato al “tradimento” di Dalì, gettano nello sconforto Federico,
il quale, a Pasqua, partecipa in incognito, a Granada, alla processione
della Madonna delle Angosce. Giugno: partenza per Parigi, Calais, Dover,
Londra, Oxford, Southampton e, infine, New York, dove rimarrà per
circa un anno, in qualità di studente, presso la Columbia University.
Qui ritrova vecchi amici - Angel del Río, Federico de Onís,
Andrés Segovia - e conosce, fra gli altri, il poeta León
Felipe. Scrive Viaje a la luna, la sua unica sceneggiatura. |
| A principios del año,
recibe una invitación para pronunciar una serie de conferencias
en Estados Unidos y Cuba. El Romancero va ya por su segunda
edición. Responde a sus padres, que siguen acusándole de
no ganar dinero: «Yo no tengo la culpa de muchas cosas mías.
La culpa es de la vida, de las luchas, de las crisis y de los conflictos
morales que vivo.» En primavera, se estrena Amor de don
Perlimplín con Belisa en su jardín, dirigida
por su autor, pero es censurada y se secuestra el guión. Firma,
junto con otros, un manifiesto de apoyo a las iniciativas políticas
del filósofo Ortega y Gasset «por una España nueva
y más libre» (destinadas al fracaso). Conoce en Madrid al
diplomático chileno Carlos Morla Lynch, cuya amistad será
a menudo muy valiosa para él. Elogia públicamente la poesía
de Rafael Alberti. Recibe críticas de Buñuel y Dalì,
que ruedan en París Un chien andalou, parece ser que
inspirada en el propio Lorca. En ese periodo se interrumpe su relación
con el escultor Aladrén, lo cual, junto con la «traición»
de Dalì, sumen a Federico en un profundo desasosiego. En Semana
Santa participa de incógnito en la procesión de la
Virgen de las Angustias en Granada. Junio: viaja a París, Calais,
Dover, Londres, Oxford, Southampton y, por último, Nueva York, donde
permanecerá alrededor de un año, en calidad de estudiante,
en la Columbia University. Allí se reencuentra con viejos amigos
–Angel del Río, Federico de Onís, Andrés Segovia-
y conoce, entre otros, al poeta León Felipe. Escribe Viaje a
la luna, su único guión de cine. |
Esposizione Universale a Barcellona
e a Siviglia. Viene pubblicato, per la prima volta,
un manifesto palesemente antimonarchico…
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Dalle operedi
García Lorca: Intervista
di Pablo Suero, 1933 |
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Dalle operedi
García Lorca: «Il
re di Harlem», Poeta a New York, 1929 |
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Dalle operedi
García Lorca: «Paesaggio
della folla che vomita», Poeta a New York, 1929 |
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