| Granada
ama lo diminuto. […] se recrea en sus pequeñas joyas y ofrece en
su lenguaje su diminutivo soso, su diminutivo sin ritmo y casi sin gracia
[…], pero cordial, doméstico, entrañable. […] Granada no
puede salir de su casa. No es como las otras ciudades que están
a la orilla del mar o de los grandes ríos, que viajan y vuelven
enriquecidas con lo que han visto: Granada, solitaria y pura, se achica,
ciñe su alma extraordinaria y no tiene más salida que su
alto puerto natural de estrellas. […] Granada es una ciudad de ocio, una
ciudad para la contemplación y la fantasía, una ciudad donde
el enamorado escribe mejor que en ninguna otra parte el nombre de su amor
en el suelo. La horas son allí más largas y sabrosas que
en ninguna otra ciudad de España. Tiene crepúsculos complicados
de luces constantemente inéditas que parece no terminarán
nunca. |
Granada ama il piccolo. […]
si svaga nei suoi piccoli gioielli e offre, nel proprio linguaggio, il
suo diminutivo insipido, il suo diminutivo senza ritmo e quasi privo di
grazia […], ma cordiale, domestico, caro. Granada non può uscire
di casa. Non è come le altre città, che stanno sulle rive
del mare o dei grandi fiumi, che viaggiano e tornano arricchite da ciò
che hanno veduto: Granada, solitaria e pura, rimpicciolisce, cinge la sua
anima straordinaria e non ha altra uscita se non il suo alto porto naturale
delle stelle. […] Granada è una città d’ozio, una città
per la contemplazione e la fantasia, una città dove, meglio di dovunque
altro, l’innamorato scrive il nome del suo amore per terra. Le ore sono
più lunghe e saporite che in qualsiasi altra città di Spagna.
Possiede crepuscoli complicati, di luci sempre inedite che sembrano non
finire mai. |