da Federico García Lorca...
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Homenaje a Soto de Rojas, 1926
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Granada ama lo diminuto. […] se recrea en sus pequeñas joyas y ofrece en su lenguaje su diminutivo soso, su diminutivo sin ritmo y casi sin gracia […], pero cordial, doméstico, entrañable. […] Granada no puede salir de su casa. No es como las otras ciudades que están a la orilla del mar o de los grandes ríos, que viajan y vuelven enriquecidas con lo que han visto: Granada, solitaria y pura, se achica, ciñe su alma extraordinaria y no tiene más salida que su alto puerto natural de estrellas. […] Granada es una ciudad de ocio, una ciudad para la contemplación y la fantasía, una ciudad donde el enamorado escribe mejor que en ninguna otra parte el nombre de su amor en el suelo. La horas son allí más largas y sabrosas que en ninguna otra ciudad de España. Tiene crepúsculos complicados de luces constantemente inéditas que parece no terminarán nunca. Granada ama il piccolo. […] si svaga nei suoi piccoli gioielli e offre, nel proprio linguaggio, il suo diminutivo insipido, il suo diminutivo senza ritmo e quasi privo di grazia […], ma cordiale, domestico, caro. Granada non può uscire di casa. Non è come le altre città, che stanno sulle rive del mare o dei grandi fiumi, che viaggiano e tornano arricchite da ciò che hanno veduto: Granada, solitaria e pura, rimpicciolisce, cinge la sua anima straordinaria e non ha altra uscita se non il suo alto porto naturale delle stelle. […] Granada è una città d’ozio, una città per la contemplazione e la fantasia, una città dove, meglio di dovunque altro, l’innamorato scrive il nome del suo amore per terra. Le ore sono più lunghe e saporite che in qualsiasi altra città di Spagna. Possiede crepuscoli complicati, di luci sempre inedite che sembrano non finire mai.