da Federico García Lorca...
.
Intervista, 1933
.
Il pubblico… no peretendo estrenarla en Buenos Aires, ni en ninguna otra parte, pues creo que no hay compañía que se anime a llevarla a escena ni público que la tolere sin indignarse… Porque es el espejo dIl pubblico. Es decir, haciendo desfilar en escena los dramas propios que cada uno de los espectadores está pensando, mientras está mirando, muchas veces sin fijarse, la representación. Y como el drama de cada uno a veces es muy punzante y generalmente nada honroso, pues los espectadores en seguida se levantarían indignados e impedirían que continuara la representación. Sí, mi pieza no es una obra para representarse; es, como ya la he definido, «Un poema para silbarlo». «Il pubblico»… non ho intenzione di metterla in scena, né a Buenos Aires né in nessun altro luogo, perché credo che non vi sia compagnia disposta ad allestirla né pubblico dispostio a tollerarla… Perché è lo specchio del pubblico, nel senso che sulla scena sfilano i drammi personali a cui ognuno degli spettatori sta pensando mentre sta guardando, spesso senza vedere, la rappresentazione. E siccome il dramma di ognuno è a volte assai pungente e, in genere, affatto decoroso, ecco che gli spettatori si alzerebbero, risentiti, e impedirebbero il proseguimento dello spettacolo. Eh, no, la mia piéce non è adatta alla scena; è piuttosto, come l’ho già definita, «Un poema da fischiare».