| ROMANCE
SONÁMBULO
[…]
Compadre, quiero cambiar
mi caballo por su casa,
mi montura por su espejo,
mi cuchillo por su manta.
Compadre, vengo sangrando,
desde los puertos de Cabra.
Si yo pudiera, mocito,
este trato se cerraba.
Pero yo ya no soy yo.
Ni mi casa es ya mi casa.
Compadre, quiero morir
decentemente en mi cama.
De acero, si puede ser,
con las sábanas de holanda.
¿No veis la herida que tengo
desde el pecho a la garganta?
Trescientas rosas morenas
lleva tu pechera blanca.
Tu sangre rezuma y huele
alrededor de tu faja.
Pero yo ya no soy yo.
Ni mi casa es ya mi casa.
Dejadme subir al menos
hasta las altas barandas,
¡dejadme subir!, dejadme
hasta las verdes barandas.
Barandales de la luna
por donde retumba el agua.
[…] |
ROMANZA
SONNAMBULA
[…]
Compare, voglio scambiare
il mio cavallo con la sua casa,
la mia sella col suo specchio,
il mio coltello con la sua coperta.
Compare, sanguinando arrivo
dai valichi di Cabra.
Se potessi, ragazzo,
questo patto si farebbe.
Ma io ormai non son più io.
Nemmeno casa mia è più
mia.
Compare, voglio morire
decentemente nel mio letto.
D’acciaio, se è possibile,
coi lenzuoli d’Olanda.
Non vedete che ferita ho
dal petto fino alla gola?
Trecento rose brune
sul tuo sparato bianco.
Il tuo sangue zampilla e odora
intorno alla tua fascia.
Ma io ormai non son più io.
Nemmeno casa mia è più
mia.
Lasciatemi almeno salire
fino alle alte ringhiere,
lasciatemi salire!, almeno
fino alle alte ringhiere.
Ringhiere della luna
da dove rimbomba l’acqua.
[…]
|