| Para
que una metáfora tenga vida necesita dos condiciones esenciales:
forma y radio de acción. Su núcleo central y una redonda
perspectiva en torno de él. El núcleo se abre como una flor
que nos sorprende por lo desconocida, pero en el radio de luz que lo rodea
hallamos el nombre de la flor y conocemos su perfume. La metáfora
está siempre regida por la vista (a veces por una vista sublimada),
pero es la vista la que la hace limitada y le da su realidad. Aun los más
evanescentes poetas ingleses, como Keats, tienen necesidad de dibujar y
limitar sus metáforas y figuraciones […]. La imagen es, pues, un
cambio de trajes, fines u oficios entre objetos o ideas de la Naturaleza.
[…] La metáfora une dos mundos antagónicos por medio de un
salto ecuestre que da la imaginación. El cinematográfico
Jean Epstein dice que «es un teorema en que se salta sin intermediario
desde la hipótesis a la conclusión». Exactamente. |
Perché una metafora
prenda vita deve compiere due condizioni essenziali: avere forma e raggio
d’azione; un nucleo e una prospettiva rotonda intorno ad esso. Il nucleo
si apre come un fiore, che ci sorprende in quanto è sconosciuto;
tuttavia è nel raggio di luce che lo circonda che troviamo il nome
del fiore e ne scopriamo il profumo. La metafora è sempre governata
dalla vista (talvolta una vista sublimata) ed è la vista che la
rende limitata e le conferisce realtà. Persino i poeti inglesi più
evanescenti, come Keats, si ritrovano a diver disegnare e limitare le proprie
metafore e figurazioni […]. L’immagine è, dunque, un cambio di abbigliamento,
di mete o di funzioni tra oggetti o idee della Natura. […] La metafora
unisce due mondi antagonici grazie a un salto equestre fornitole dall’immaginazione.
Il cinematografico Jean Epstein dice che «è un teorema in
cui si salta senza intermediari dall’ipotesi alla conclusione». Esattamente. |