da Federico García Lorca...
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La imagen poética de
Don Luis de Góngora, 1926
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Para que una metáfora tenga vida necesita dos condiciones esenciales: forma y radio de acción. Su núcleo central y una redonda perspectiva en torno de él. El núcleo se abre como una flor que nos sorprende por lo desconocida, pero en el radio de luz que lo rodea hallamos el nombre de la flor y conocemos su perfume. La metáfora está siempre regida por la vista (a veces por una vista sublimada), pero es la vista la que la hace limitada y le da su realidad. Aun los más evanescentes poetas ingleses, como Keats, tienen necesidad de dibujar y limitar sus metáforas y figuraciones […]. La imagen es, pues, un cambio de trajes, fines u oficios entre objetos o ideas de la Naturaleza. […] La metáfora une dos mundos antagónicos por medio de un salto ecuestre que da la imaginación. El cinematográfico Jean Epstein dice que «es un teorema en que se salta sin intermediario desde la hipótesis a la conclusión». Exactamente. Perché una metafora prenda vita deve compiere due condizioni essenziali: avere forma e raggio d’azione; un nucleo e una prospettiva rotonda intorno ad esso. Il nucleo si apre come un fiore, che ci sorprende in quanto è sconosciuto; tuttavia è nel raggio di luce che lo circonda che troviamo il nome del fiore e ne scopriamo il profumo. La metafora è sempre governata dalla vista (talvolta una vista sublimata) ed è la vista che la rende limitata e le conferisce realtà. Persino i poeti inglesi più evanescenti, come Keats, si ritrovano a diver disegnare e limitare le proprie metafore e figurazioni […]. L’immagine è, dunque, un cambio di abbigliamento, di mete o di funzioni tra oggetti o idee della Natura. […] La metafora unisce due mondi antagonici grazie a un salto equestre fornitole dall’immaginazione. Il cinematografico Jean Epstein dice che «è un teorema in cui si salta senza intermediari dall’ipotesi alla conclusione». Esattamente.