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Venere
Venere è il pianeta più
brillante e lo si può scorgere in tutto il suo fulgore alle prime
ore del mattino e della sera. Le dimensioni di questo pianeta non si discostano
molto da quelle della Terra: il suo diametro è di circa 13.200 km,
contro i 12.742 del diametro terrestre. La sua massa è pari ai 3/4
di quella del nostro pianeta e la sua densità media non è
troppo inferiore a quella della Terra (4,5 contro 5,5).
Il consistente strato atmosferico
di cui è dotato Venere impedisce la visione della sua superficie
solida. Ciò ha creato molti problemi agli astronomi, che fino a
qualche tempo fa non conoscevano bene questo pianeta a noi molto vicino.
Ma i diversi e ripetuti viaggi spaziali condotti dalle sonde sia americane
sia sovietiche sul pianeta hanno fornito dati sufficienti per disegnarne
un profilo più dettagliato. Il programma sovietico che mirava a
immettere alcune sonde all'interno della densa atmosfera venusiana ebbe
grande successo.
La
Venera 7, lanciata nell'agosto del 1970, sopravvisse per circa 23 minuti
nell'atmosfera di Venere, inviando precisi dati a terra. Il progetto proseguì
con la missione della Venera 8, che venne lanciata nel 1972 e trasmise
informazioni riguardanti la superficie del pianeta ed effettuò una
dettagliata analisi del suolo. Nell'ottobre del 1975 due sonde che si posarono
sul suolo venusiano scattando le prime fotografie vennero sganciate dalle
Venera 9 e 10. Nel 1978 le sonde Venera 11 e 12 registrarono una pressione
di 88 atmosfere e una temperatura superficiale di 460 °C. Il 1°
e il 5 marzo 1982 le Venera 13 e 14 scesero sulla superficie del pianeta
e analizzarono la composizione chimica dell'atmosfera e del suolo. Il 10
e il 14 dicembre del 1983 le Venera 15 e 16 entrarono in orbita attorno
a Venere inviando a terra immagini radar; infine, nel giugno del 1985,
le Vegas 1 e 2, in viaggio verso la cometa di Halley, sganciarono quattro
sonde nell'atmosfera venusiana.
La Pioneer Venus 1, un orbiter, e
la Pioneer Venus 2, che era dotata di cinque sonde, vennero lanciate il
20 maggio e l'8 agosto del 1978 e raggiunsero Venere, rispettivamente,
il 5 e il 9 dicembre dello stesso anno. L'orbiter registrò una mappa
di quasi tutta la superficie venusiana e le sonde analizzarono la composizione
e i movimenti dell'atmosfera, nonché la sua interazione con il vento
solare. La sonda Magellano venne lanciata verso Venere da uno Space Shuttle
nel 1989 e iniziò a trasmettere immagini radio della superficie
nell'agosto del 1990.
I rilevamenti compiuti dalle sonde
sovietiche mostrano che nell'atmosfera di Venere è presente in prevalenza
il biossido di carbonio (il 96%), mentre si registrano percentuali minime
di azoto, anidride solforosa, ossigeno molecolare, elio e neon. Anche su
Venere si verifica il fenomeno dell'effetto serra: per questa ragione la
temperatura raggiunge livelli altissimi, fino ai 475 °C. La pressione
al suolo è di circa 90 atmosfere. È evidente che in queste
condizioni è impossibile la presenza di qualsiasi forma di vita.
L'atmosfera presenta un denso strato di nubi (composte da vapore, polveri
e acido solforico) al di sopra dei 48 km. Queste nubi danno origine a piogge
sottili di natura acida. La superficie del pianeta è coperta quasi
interamente di rocce corrose dalle piogge acide. Il vento nell'alta atmosfera
può essere violentissimo, sfiorando i 100 km/s., sebbene sia meno
forte in prossimità del suolo.
Fino al 1964, gli astronomi erano
convinti che la rotazione di Venere avesse una durata di 225 giorni. Le
più recenti osservazioni radar effettuate da Puerto Rico hanno invece
stabilito che il periodo di rotazione del pianeta è di 243 giorni
ed è retrogrado, ossia si svolge in senso inverso a quello della
Terra e degli altri pianeti maggiori del Sistema Solare. Per questa ragione
il Sole su Venere sorge a occidente e tramonta a oriente. Venere compie
la sua rivoluzione attorno al Sole in 225 giorni circa a una distanza media
di 108 milioni di km, formando un'orbita quasi circolare.
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