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Decalogo
a cui si attengono
solitamente coloro che intendono
catturare
virtualmente, e non solo, le proprie prede
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un rapace: sì, un uccello di rapina. Lui si avventa sulle prede,
le agguanta con gli artigli unghiuti e le porta generalmente al proprio
"nido" per "mangiarsele". Il "rapace umanoide" non differisce molto: circuisce
le "pulzelle" (così, di solito, le chiama), le agguanta, se le pappa...
Il più abietto e pericoloso, in quanto genera maggiormente equivoci,
è quello che si dichiara "di sinistra" perché generalmente
lascia supporre che conosca a menadito tutti i risvolti della "questione
femminile", delle lotte di emancipazione della donna e dei movimenti femministi
e condivida, appunto, i problemi e i punti di vista delle donne: occorre
un po' di tempo e di esperienza per comprendere che si tratta soltanto
di un reazionario abilmente mascherato. Da quando proliferano le chat (quei
siti cioè ai quali ci si collega, generalmente - si crede - per
fare quattro chiacchiere o quattro risate tra amici o anche per scambiarsi
informazioni) prolifera anche questo "uccellaccio predatore", dal quale
sarebbe opportuno guardarsi, perché non ha alcuno scrupolo (soprattutto,
non si preoccupa minimamente di ferire i sentimenti altrui, men che mai
di risparmiare sofferenze alle proprie prede): per non farsi "artigliare",
occorre conoscere le sue "tecniche": generalmente ha facile eloquio, tende
a incantare le sue vittime con dotte citazioni o con piacevolissime battute
di spirito. Ho appunto tentato di riassumere le sue tecniche in un "decalogo
con una postilla", che riporta le regole maggiormente utilizzato da coloro
che si considerano esperti predatori umani. Le espressioni riportate nel
"decalogo" sono realmente utilizzate da chattatori nostrani per
conquistare le interlocutrici. Mi è stato chiesto da qualche gentile
surfer
anche un decalogo che rispecchi le "tecniche femminili": ho risposto che
non era possibile realizzarlo perché le donne, si sa, sono infinitamente
più creative e imprevedibili e quindi non sarebbe stato neppur pensabile
codificarne in alcun modo i comportamenti, tanto meno le espressioni verbali...
E poi, loro, le donne, sono sempre e comunque prede... altrimenti dove
andrebbero a finire le regole del peggior consumismo e della più
becera omologazione? |
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Ecco,
dunque: un predatore
nostrano ha
le seguenti "regole"
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I Io sono il signore dio tuo, ma per ora non te lo faccio
sapere… Sono un personaggio eccezionale, ma DOVRAI ESSERE TU A SCOPRIRLO
E A DIRMELO… eh, eh… Quindi, niente piagnistei, niente pancette, niente
capelli che cadono, niente pelle che si squama, niente denti guasti o cosette
simili [niente e' meno afrodisiaco del "far pena" a qualcuno. Anche per
te stesso, stai accorto a compiangerti: rischi di autoinibirti…]. Ripetiti
almeno sei volte al giorno, guardandoti allo specchio: "Io sono il meglio!",
oppure, se ti sembra esagerato, almeno: "Pero', amico, sei niente male!!" |
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II Per ora, desidero conoscere di te TUTTO QUANTO TU VUOI
FARMI SAPERE, naturalmente SOLO se vuoi parlarmene [detto alla lei di turno
con discrezione, con intelligenza, utilizzando espressioni - sempre, anche
quando si sarà instaurato un certo feeling - quali "la tua
bella persona", "mia dolce fanciulla" "come sei tenera!" e simili - non
utilizzare MAI la parola "carina", è tra le più brutte del
dizionario italiano; meglio "graziosissima!", "affascinante", "splendida",
"stupefacente", "meravigliosa" "cara al mio cuore" ecc.]. Chiamala "donna"
e, in alternativa "persona": nei momenti di tenerezza è consentito
"ragazza, ragazzina", specie se non è di "primo pelo". Non usare
MAI "femminuccia" o "donzella", per carità. |
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III Mi piacerebbe sapere come sei esteticamente, MA NON E'
ESSENZIALE poiché sono già certo che avrai comunque una straordinaria
bellezza interiore [non è proprio così, magari consideri
essenziale l'aspetto esteriore ma "devi" dimostrarti superiore a queste
banalità: sarà lei, a questo punto, che ci terrà subito
a metterti al corrente] né ti chiedo quanti anni hai [utilizzare,
più avanti, la famosa frase fatta: l'"amore non ha età",
aggiungendo "e io sento già di volerti un po' di bene, carissima
Tal
dei tali" Subdolamente, è possibile anche dire, riguardo all'età:
"potresti avere 30, 40, 50 anni", non cambierebbe l'attrazione istintiva,
o l'affetto, che ho sentito per te dal primo momento…"]. Dovrai morire
invece dal desiderio di sapere il colore dei suoi occhi, perché
"negli occhi di una persona è racchiusa tutta la sua anima", o simili. |
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IV Insistere spesso, quando arriveranno i primi complimenti
dalla telematica lei ["ma come sei dolce!", "che animo gentile!", "quanto
sei delicatamente sensibile!" e simili] con espressioni del tipo: "Forse
mi hai idealizzato…", "Non esagerare, non vorrei deluderti…". "Mi fai arrossire…",
"Ma andiamo… non mi merito tutte queste belle parole da una persona come
te!": risvegliano istinti materni, protettivi e una tenerezza struggente.
Ripetere spesso tali espressioni e altre consimili. Provocheranno un rafforzamento
dei suoi sentimenti (se nel frattempo ne saranno nati) o comunque della
sua tenerezza nei tuoi confronti. Mettere in risalto comunanze di gusti
e di interessi, anche se si tratta solo di piccole cose: "Ehi! Sai che
anch'io vado pazzo per le trenette al pesto!", oppure "Ti piacciono i cani
pechinesi!!! Ma guarda!! Tra noi, ho scoperto un'altra affinità!!"
[il "gioco delle affinità" generalmente rende molto bene...]. |
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V Il "primo appuntamento" dovrà essere, anche lui,
virtuale. Del tipo: "Diamoci un appuntamento… [lei, di solito, si schermisce...]
No, non volevo mettere il naso nella tua privacy… E' una notte di luna
piena, tesoro: quando avremo finito questa chiacchierata, andremo alla
finestra e ciascuno di noi guarderà la luna, ci penseremo intensamente
e ci manderemo un bacetto con la punta delle dita. Questo è il nostro
grande appuntamento". L'idea romantica le piacerà, sicuramente,
ma la stimolerà anche, probabilmente, a chiederti un appuntamento
"vero", prima o poi. |
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VI A ogni nuovo "incontro" telematico ribadire quanto si è
sentita la sua mancanza: "Fai parte di me", "Sei sempre nei miei pensieri",
"Mi pare una vita che non ti sento", "Che cosa farei senza di te" e simili
sono enormemente gratificanti per una lei. [Sì, lo so, ci vuole
una pazienza da santi: ma quanta pazienza e quanta fatica esercita un contadino
prima di veder spuntare le sue spighe dorate?] |
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VII Non usare vezzeggiativi, a meno che non siano "sicuramente"
esenti dal pericolo di suscitare ilarità [del tipo: "gattina", "topina",
"fiorellino", "trottolino amoroso": questi potranno essere utilizzati magari
più avanti, e in particolari circostanze, per non risultare ridicoli].
Le frasi "dolci" devono avere sempre concretezza, ed essere riferite alle
famose qualità interiori: "Il tuo intuito mi incanta", "Immagino
di specchiarmi nella profondita' del tuo sguardo", "I tuoi pensieri
esprimono grandissima sensibilità", "Ah, l'emozione che danno le
tue belle parole!", "La tua immensa generosità d'animo" ecc. |
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VIII Quando ci si rende conto che la lei attende con ansia
un nuovo "incontro" virtuale, procurare di darle una leggera [leggerissima,
mi raccomando!] "delusione", o ritardando almeno di mezz'ora l'incontro
telematico o arrivandoci in compagnia di un amico [meglio, di un'amica:
provocherà una certa dose di sana gelosia!, ma rafforzerà
il desiderio di essere lei la "regina" del tuo cuore]. In alternativa,
dopo un incontro in cui sei stato particolarmente affettuoso e zuccherosamente
loquace, nel successivo misura un po' più le tue parole [non così
tanto, però, da apparire improvvisamente un ghiacciolo]. Oppure,
fai lo spiritoso, esibisci un po' di "superficialità" che contraddica,
in parte, la serietà delle espressioni usate solamente la sera precedente,
cerca di inventarti "battute" una dietro l'altra. Non capirà più
niente, e prenderà la rincorsa per "riconquistarti". Tieni sempre
bene in mente che SEI TU CHE DEVI ESSERE CONQUISTATO: è essenziale. |
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IX Al "primo incontro" non virtuale presentarsi naturalmente
con una rosa rossa. Lei ringrazierà e allora le si potrà
dire, ovviamente accarezzando i petali della rosa: "L'ho raccolta perché
mi ha fatto venire in mente te con un bel sorriso luminoso sulle tue labbra
morbide, cara Tal dei tali". Ripetere le parole e le frasi usate
tanto spesso nelle "sedute" telematiche, possibilmente con voce dolce,
calda e suadente [stare attenti a non sbagliare parole: utilizzare proprio
gli stessi "codici". Se per la lei non vi sarà coincidenza "estetica"
con la persona che si era figurata, dovrà esserci però una
perfetta coincidenza con la persona "conosciuta"]. Procurare che l'incontro
sia "a due", ma non pretendere che abbia SUBITO sbocchi esaltanti. La pazienza
è dei forti! Nei limiti del possibile, tenerle una mano, accarezzargliela,
baciargliela spesso… e non andare oltre, a meno che non vi siano ESPLICITI
SEGNALI. Ehi!, sto parlando del primo incontro!!! |
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X Subito dopo i primi incontri virtuali (e ancor più
se gli incontri iniziano a essere reali) è opportuno inviarle qualche
messaggio di posta elettronica (anche più di uno al giorno), che
si farà via via sempre più romantico e appassionato, del
tipo: "oggi tornavo dal lavoro e mi è parso di vederti camminare
davanti a me, eppure non so neppure come ti muovi, com'è il tuo
passo, il tuo incedere..."; "ogni mia azione è dedicata a te, durante
queste giornate in cui sono in attesa di ritrovarti..."; "ho continuamente
te nei miei pensieri, sei diventata una dolcissima fissazione"; "mi pare
di conoscerti da sempre, di avere ascoltato in tutta la mia vita il suono
della tua voce che ancora non conosco..."; "la mia passione per te mi consuma
e mi esalta"; "ogni mia parola trabocca di profondo amore per te";
"illumini in ogni momento, con il tuo dolce sorriso, la mia mente, i piccoli
o grandi atti della mia giornata". Scrivile anche qualche poesia (fa sempre
un grande effetto); se non ci riesci, scopiazzala, le librerie (e anche
i siti Internet) sono strapiene di raccolte di poesie d'amore... Alcuni
versi, a volte anche belli, potrai trovarli perfino nei Baci Perugina.
Se tutto sarà andato per il verso giusto, INIZIERA' una "storia":
da quel momento in poi, tutto diventerà più complicato: occorrerà
disporre di un trattato, non sarà più sufficiente un semplice
"decalogo". Ma sarai comunque sempre ben cosciente che la "storia" durerà
qualche settimana, qualche mese nel caso lei si mostri molto generosa e
altruista. Poi finirà, non c'è alcun dubbio che finirà.
Perché, tra l'altro, nel frattempo, avrai ricominciato daccapo ad
attuare le tecniche raccomandate dal "decalogo". E ad appagare le tue giuste
frenesie da collezionismo. Come un qualsiasi rapace che si rispetti. |
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| Postilla |
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| Quando
parlerai con fanciulle che aspirano alla conquista del tuo cuore non fare
MAI seguire (nella stessa "seduta"), alle belle parole e alle frasi gentili,
romantiche o galanti che rivolgerai loro, delle parole o frasi che possano
avere l'effetto di "docce fredde": queste ultime, infatti, annulleranno
totalmente l'effetto delle prime. Quando e se ci cascherai, ti toccherà
ricominciare tutto daccapo. Riserva eventualmente questa tecnica al momento
in cui avrai deciso, per una serie di motivi (o anche senza motivo) di
"farla finita" con la pulzella di turno. |
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