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Per non dimenticare...
la Resistenza - la Liberazione
25 aprile 1945
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Ascolta
Clicca qui se vuoi ascoltare Fischia il vento
Canti della Resistenza.
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I canti della Resistenza antifascista fanno parte integrante
del nostro canzoniere nazionale. I loro testi, i loro suoni si riallacciano
a quelli del Risorgimento e della Grande Guerra.
Ed esiste anche una creatività specifica, di gruppo, di zona,
di formazione, che ricostruisce per immagini genuine,
a volte ingenue, il clima popolare di quella lotta partigiana
cui si deve la salvezza dell'onore del nostro Paese.
Se ne propongono qui quattro: Oltre il ponte, con un testo ormai
celebre di Italo Calvino; Dalle belle città, la famosissima e mai
banale Bella Ciao, che ha un'ascendenza illustre: è infatti possibile
riconoscere il modello di questo canto nella diffusissima canzone
narrativa, conosciuta in tutta l'Italia settentrionale e citata
di solito come Fior di tomba o anche Il fior della Rosina.
Inoltre, in formato Real Audio (si veda l'icona in testa
a questa pagina), è possibile ascoltare quello che è considerato
l'"inno ufficiale" della Resistenza, Fischia il vento.
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      OLTRE IL PONTE
      di Italo Calvino e Sergio Liberovici

      O ragazza dalle guance di pesca,
      O ragazza dalle guance d'aurora,
      Io spero che a narrarti riesca
      La mia vita all'età che tu hai ora.
      Coprifuoco: la truppa tedesca
      La città dominava. Siam pronti.
      Chi non vuole chinare la testa
      Con noi prenda la strada dei monti.

      Avevamo vent'anni e oltre il ponte
      Oltre il ponte che è in mano nemica
      Vedevam l'altra riva, la vita,
      Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
      Tutto il male avevamo di fronte,
      Tutto il bene avevamo nel cuore,
      A vent'anni la vita è oltre il ponte,
      Oltre il fuoco comincia l'amore.

      Silenziosi sugli aghi di pino,
      Su spinosi ricci di castagna,
      Una squadra nel buio mattino
      Discendeva l'oscura montagna.
      La speranza era nostra compagna
      Ad assaltar caposaldi nemici
      Conquistandoci l'armi in battaglia
      Scalzi e laceri eppure felici.

      Avevamo vent'anni e oltre il ponte
      Oltre il ponte che è in mano nemica
      Vedevam l'altra riva, la vita,
      Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
      Tutto il male avevamo di fronte,
      Tutto il bene avevamo nel cuore,
      A vent'anni la vita è oltre il ponte,
      Oltre il fuoco comincia l'amore.

      Non è detto che fossimo santi, 
      L'eroismo non è sovrumano,
      Corri, abbassati, dài, balza avanti,
      Ogni passo che fai non è vano.
      Vedevamo a portata di mano,
      Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
      L'avvenire d'un mondo più umano
      E più giusto, più libero e lieto.

      Avevamo vent'anni e oltre il ponte
      Oltre il ponte che è in mano nemica
      Vedevam l'altra riva, la vita,
      Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
      Tutto il male avevamo di fronte,
      Tutto il bene avevamo nel cuore,
      A vent'anni la vita è oltre il ponte,
      Oltre il fuoco comincia l'amore.

      Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
      Che non sanno la storia di ieri.
      lo son solo e passeggio tra i tigli
      Con te, cara, che allora non c'eri.
      E vorrei che quei nostri pensieri,
      Quelle nostre speranze d'allora,
      Rivivessero in quel che tu speri,
      O ragazza color dell'aurora.

      Avevamo vent'anni e oltre il ponte
      Oltre il ponte che è in mano nemica
      Vedevam l'altra riva, la vita,
      Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
      Tutto il male avevamo di fronte,
      Tutto il bene avevamo nel cuore,
      A vent'anni la vita è oltre il ponte,
      Oltre il fuoco comincia l'amore.
       


      DALLE BELLE CITTÀ
      Di Carlo Pastorino o Emilio Casalini

      Dalle belle città date al nemico
      fuggimmo un dì su per l'aride montagne
      cercando libertà fra rupe e rupe
      contro la schiavitù del suo tradito.

      Lasciammo case, scuole ed officine,
      mutammo in caserme le vecchie cascine,
      armammo le mani di bombe e mitraglia,
      temprammo i muscoli e i cuori in battaglia.

      Siamo i ribelli della montagna,
      viviam di stenti e di patimenti,
      ma quella fede che ci accompagna
      sarà la legge dell'avvenir.

      Di giustizia è la nostra disciplina,
      libertà è l'idea che ci avvicina,
      rosso sangue il color della bandiera,
      siam d'Italia l'armata forte e fiera.

      Sulle strade dal nemico assediate
      lasciammo talvolta le armi straziate,
      provammo l'ardor per la grande riscossa,
      sentimmo l'amor per la patria nostra.

      Siamo i ribelli della montagna,
      viviam di stenti e di patimenti,
      ma quella fede che ci accompagna
      sarà la legge dell'avvenir.
       


      BELLA CIAO

      Questa mattina mi sono alzato,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      questa mattina mi sono alzato
      e ho trovato l'invasor.

      O partigiano, portami via,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      o partigiano, portami via,
      che mi sento di morir.

      E se muoio da partigiano
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      e se muoio da partigiano
      tu mi devi seppellir.

      E seppellire lassù in montagna,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      e seppellire lassù in montagna
      sotto l'ombra d'un bel fior.

      E le genti che passeranno,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      e le genti che passeranno
      e diranno: «O che bel fior!».

      È questo il fiore del partigiano,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      è questo il fiore del partigiano,
      morto per la libertà.

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testi delle canzoni tratti da Virgilio Savona-Michele Straniero,
Canti della Resistenza italiana, Rizzoli, Milano 1985