28 marzo
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A Milano viene proclamato lo sciopero
generale: oltre centomila operai fermano le fabbriche. Si improvvisano
comizi volanti sotto la protezione di partigiani appartenenti ai Gap e
ai Sap. |
| 1° aprile |
Inizia, nel settore adriatico, l'offensiva
alleata. |
5 aprile
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In direzione di Bologna,
inizia l'offensiva alleata nel settore tirrenico. |
10 aprile
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A Sesto San Giovanni,
sciopero generale con vastissima partecipazione. |
15 aprile
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Sciopero in Val d’Olona; si fermano
le fabbriche di Gallarate, Busto Arsizio e Legnano. |
| 19 aprile |
Il prefetto di Milano emana un’ordinanza
per l’immediato arresto di tutti gli operai che si fossero astenuti dal
lavoro. |
23 aprile
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I ferrovieri milanesi, su disposizione
dei Comitati di agitazione, proclamano lo sciopero generale a oltranza. |
24 aprile
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Il mattino del 24 viene
impartito l’ordine di insurrezione a tutte le formazioni garibaldine di
Milano, della Lombardia e del Piemonte. |
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Reparti Gap e della Terza Brigata
«Garibaldi» assaltano la caserma della Guardia repubblichina
di Niguarda, catturando il presidio e requisendo molte armi. |
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Nel pomeriggio il comitato insurrezionale
emana le disposizioni per lo sciopero: avrà inizio alle ore 14 del
giorno successivo. |
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Analoghe direttive ricevono gli
operai delle fabriche tramite i loro comitati di agitazione.
Partigiani della «Matteotti»
guidati da Sandro Faini (Oliva), danno l’assalto al parcheggio dei carri
armati tedeschi, nel recinto della Fiera campionaria. |
25
aprile
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Il Comitato di Liberazione Nazionale
Alta Italia si riunisce alle 8 del mattino del 25 aprile nel collegio dei
Salesiani di via Copernico (presenti: Arpesani, Marazza, Pertini, Sereni,
Valiani) e approva la decisione del giorno precedente assunta dal ristretto
comitato insurrezionale. |
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Si vota il decreto di assunzione
di tutti i poteri da parte del C.L.N.A.I. e dei C.L.N. regionali, quello
delle commissioni di giustizia e dei tribunali di guerra. |
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I tranvieri abbandonano il lavoro;
è in corso l’occupazione delle fabbriche da parte degli operai. |
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Squadre di Gap e di Sap sono in
azione nei quartieri popolari di Porta Romana, Vigentina, Ticinese. |
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Nel pomeriggio tutte le officine
di Sesto San Giovanni sono occupate e la popolazione manifesta per le strade. |
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Alla Pirelli è catturato
il presidio tedesco. I nazisti, per liberare i loro «camerati»,
attaccano lo stabilimento con tre carri armati e sparano con i cannoncini. |
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Mussolini fa sapere al comando del
C.V.L. e al C.L.N.A.I., tramite il cardinale Schuster, che è disposto
a incontrarsi con i delegati dei Comitati per trattare la resa. |
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Il gen. Cadorna, comandante il C.V.L.,
Riccardo Lombardi, del Partito d’Azione e Achille Marazza della Democrazia
cristiana si recano all'incontro con Mussolini. |
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Fuga di Mussolini e Graziani. |
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Alle 21,30 «Radio Milano Libertà»
trasmette il messaggio dell’insurrezione che il C.L.N.A.I. aveva diramato
sin dal mattino. |
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Nella notte tra il 25 e il 26 a
Milano le forze patriottiche occupano gli edifici pubblici, la stazione
radio, le principali caserme della città, la tipografia del «Corriere
della Sera» dove vengono stampati i primi numeri dell’«Unità»
e dell’«Avanti!», mentre nelle tipografie del «Popolo
d’Italia» viene stampata l’«Italia libera». |
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La 117ª brigata «Garibaldi»
occupa la sede fascista della Oberdan, trasformata in luogo di tortura
per i partigiani. |
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Reparti della Guardia di Finanza
occupano la prefettura e alcune caserme. |
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I patrioti danno l’assalto al carcere
di S. Vittore liberando i prigionieri politici. |
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Un violento combattimento si accende
all’Arena dove squadre sappiste e di «Giustizia e Libertà»
guidate da Bruno Trentin sbaragliano i fascisti. La 116ª «Garibaldi»
occupa il Policlinico, la 124ª l’aeroporto Forlanini, un distaccamento
della 116ª il Raci e cattura l’ex segretario del Partito fascista,
Achille Starace. |
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La 116ª si impadronisce di
un treno blindato e costringe alla resa una colonna tedesca in via Varesina
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La 126ª occupa l’aeroporto
di Taliedo catturando il presidio tedesco. |
26 aprile
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All’alba lunghe colonne di autocarri
carichi di tedeschi e di fascisti lasciano Milano da Porta Sempione. |
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Reparti della 113ª e della
122ª «Garibaldi» attaccano una colonna di autocarri tedeschi
al posto di blocco di Ronchetto (Corsico). |
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La 114ª e la 115ª «Garibaldi»
e i partigiani della brigata «Bensi» occupano le caserme di
corso Italia e di piazza Corvetto. |
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Le brigate «Garibaldi»
111, 112, 121, 110, 130 eliminano il posto di blocco di Paullo catturando
il generale Grillo e quattro ufficiali tedeschi, liberano Crescenzago,
occupano gli stabilimenti Alfa Romeo, Isotta Fraschini, Sertum, Allocchio
Bacchini, Face, Pracchi, Motomeccanica, . |
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Le stesse brigate «Garibaldi»
assieme a formazioni «Matteotti», «Giustizia e Libertà»,
«Brigate del Popolo» e autonome occupano tutte le caserme della
città, gli alberghi e gli edifici sedi di comandi tedeschi. |
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Scontri con i tedeschi avvengono
alla Miani e Silvestri, alla Innocenti, alla CGE, alla Brown Boveri. |
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Alla Pirelli partigiani e operai
rioccupano la fabbrica, la stessa cosa accade all’Innocenti. |
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La 169ª «Garibaldi»
disarma il presidio delle brigate nere a Gaggiano. La 170ª a Motta
Visconti attacca e costringe alla resa una cinquantina di tedeschi. |
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Quelli della 110ª bloccano
e si impadroniscono di tre carri armati tedeschi. |
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Due distaccamenti della 110ª
mettono fuori combattimento a Niguarda numerosi fascisti e tedeschi e costringono
alla resa duecento francesi delle SS. |
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Le brigate «Garibaldi»
116, 117, 118, 123, 124, 125 comunicano di aver raggiunto con successo
tutti gli obiettivi fissati nel piano insurrezionale a eccezione della
caserma di via Lamarmora. |
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Lotte di strada si accendono in
piazza della Scala, all’Arena con reparti della «X Mas», in
piazza Diaz e in via Rovello dove era situata una caserma della «Muti». |
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La sera i partigiani hanno il controllo
del territorio milanese fino alla vecchia cerchia dei navigli. |
27 aprile
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Tutta la città
è sotto il controllo delle forze insurrezionali anche se, qua e
là, appostati sui tetti o dalle feritoie delle cantine gli ultimi
arrabbiati fascisti avevano improvvisato nidi di cecchinaggio. |
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Appena occupata la prefettura il
C.L.N.A.I. emette il suo primo decreto trasmesso da «Radio Milano
Libertà». Il commissario del C.L.N.A.I. dalla prefettura spicca
ordinanza di arresto di Antonio Stefano Benni, dell’ing. Pietro Puricelli,
del prof. Giuseppe Belluzzo, del conte Giovanni Treccani degli Alfieri,
dell’ing. Guido Donegani, del dott. Alberto Pirelli, dell’ing. Agostino
Rocca, dell’avv. Giuseppe Bianchini e del comm. Franco Marinotti. |
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Alle 20,30 al comando generale del
C.V.L. perveniva dalla 52ª brigata «Garibaldi» il messaggio:
«Mussolini, Pavolini e Bombacci sono stati arrestati.». |
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Entrano a Milano le brigate dell’Oltrepò
pavese. |
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Messaggio di Antonio Greppi, Sindaco
della Liberazione. |
| 28 aprile |
I gerarchi fascisti vengono giustiziati
a Dongo. |
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Verso le 13 arrivano le formazioni
garibaldine della Valsesia e dell’Ossola. |
| 30 aprile |
Le truppe alleate entrano in Milano. |
1° maggio
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Si tengono con immensa partecipazione
i funerali di 36 patrioti caduti nelle giornate dell’insurrezione. |
| 2 maggio |
Il generale Alexander ordina la
smobilitazione delle forze partigiane. |
4 maggio
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Violente manifestazioni impediscono
la permanenza a Milano del reggente Umberto di Savoia. |
6 maggio
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Le forze partigiane dell’Ossola,
dell’Oltrepò pavese, della Valsesia, le brigate Garibaldi, Matteotti,
le Brigate del Popolo sfilano in una Milano finalmente tranquilla. |