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Karl Marx: biografia
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2. Proletari e comunisti
3. Letteratura socialista e comunista
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Per non dimenticare...
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la Resistenza - la Liberazione
25 aprile 1945
Milano: una cronologia - documenti - immagini
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1945 - Milano - Cronologia
degli avvenimenti
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 28 marzo
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A Milano viene proclamato lo sciopero generale: oltre centomila operai fermano le fabbriche. Si improvvisano comizi volanti sotto la protezione di partigiani appartenenti ai Gap e ai Sap.
 1° aprile Inizia, nel settore adriatico, l'offensiva alleata.
 5 aprile
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In direzione di Bologna, inizia l'offensiva alleata nel settore tirrenico.
 10 aprile
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A Sesto San Giovanni, sciopero generale con vastissima partecipazione.
 15 aprile
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Sciopero in Val d’Olona; si fermano le fabbriche di Gallarate, Busto Arsizio e Legnano.
 19 aprile Il prefetto di Milano emana un’ordinanza per l’immediato arresto di tutti gli operai che si fossero astenuti dal lavoro.
 23 aprile
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I ferrovieri milanesi, su disposizione dei Comitati di agitazione, proclamano lo sciopero generale a oltranza.
 24 aprile
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Il mattino del 24 viene impartito l’ordine di insurrezione a tutte le formazioni garibaldine di Milano, della Lombardia e del Piemonte.
Reparti Gap e della Terza Brigata «Garibaldi» assaltano la caserma della Guardia repubblichina di Niguarda, catturando il presidio e requisendo molte armi. 
Nel pomeriggio il comitato insurrezionale emana le disposizioni per lo sciopero: avrà inizio alle ore 14 del giorno successivo.
Analoghe direttive ricevono gli operai delle fabriche tramite i loro comitati di agitazione.
Partigiani della «Matteotti» guidati da Sandro Faini (Oliva), danno l’assalto al parcheggio dei carri armati tedeschi, nel recinto della Fiera campionaria.
 25 aprile
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Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia si riunisce alle 8 del mattino del 25 aprile nel collegio dei Salesiani di via Copernico (presenti: Arpesani, Marazza, Pertini, Sereni, Valiani) e approva la decisione del giorno precedente assunta dal ristretto comitato insurrezionale.
Si vota il decreto di assunzione di tutti i poteri da parte del C.L.N.A.I. e dei C.L.N. regionali, quello delle commissioni di giustizia e dei tribunali di guerra.
I tranvieri abbandonano il lavoro; è in corso l’occupazione delle fabbriche da parte degli operai.
Squadre di Gap e di Sap sono in azione nei quartieri popolari di Porta Romana, Vigentina, Ticinese.
Nel pomeriggio tutte le officine di Sesto San Giovanni sono occupate e la popolazione manifesta per le strade.
Alla Pirelli è catturato il presidio tedesco. I nazisti, per liberare i loro «camerati», attaccano lo stabilimento con tre carri armati e sparano con i cannoncini.
Mussolini fa sapere al comando del C.V.L. e al C.L.N.A.I., tramite il cardinale Schuster, che è disposto a incontrarsi con i delegati dei Comitati per trattare la resa.
Il gen. Cadorna, comandante il C.V.L., Riccardo Lombardi, del Partito d’Azione e Achille Marazza della Democrazia cristiana si recano all'incontro con Mussolini.
Fuga di Mussolini e Graziani.
Alle 21,30 «Radio Milano Libertà» trasmette il messaggio dell’insurrezione che il C.L.N.A.I. aveva diramato sin dal mattino.
Nella notte tra il 25 e il 26 a Milano le forze patriottiche occupano gli edifici pubblici, la stazione radio, le principali caserme della città, la tipografia del «Corriere della Sera» dove vengono stampati i primi numeri dell’«Unità» e dell’«Avanti!», mentre nelle tipografie del «Popolo d’Italia»  viene stampata l’«Italia libera».
La 117ª brigata «Garibaldi» occupa la sede fascista della Oberdan, trasformata in luogo di tortura per i partigiani.
Reparti della Guardia di Finanza occupano la prefettura e alcune caserme. 
I patrioti danno l’assalto al carcere di S. Vittore liberando i prigionieri politici.
Un violento combattimento si accende all’Arena dove squadre sappiste e di «Giustizia e Libertà» guidate da Bruno Trentin sbaragliano i fascisti. La 116ª «Garibaldi» occupa il Policlinico, la 124ª l’aeroporto Forlanini, un distaccamento della 116ª il Raci e cattura l’ex segretario del Partito fascista, Achille Starace.
La 116ª si impadronisce di un treno blindato e costringe alla resa una colonna tedesca in via Varesina .
La 126ª occupa l’aeroporto di Taliedo catturando il presidio tedesco.
 26 aprile
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All’alba lunghe colonne di autocarri carichi di tedeschi e di fascisti lasciano Milano da Porta Sempione.
Reparti della 113ª e della 122ª «Garibaldi» attaccano una colonna di autocarri tedeschi al posto di blocco di Ronchetto (Corsico).
La 114ª e la 115ª «Garibaldi» e i partigiani della brigata «Bensi» occupano le caserme di corso Italia e di piazza Corvetto.
Le brigate «Garibaldi» 111, 112, 121, 110, 130 eliminano il posto di blocco di Paullo catturando il generale Grillo e quattro ufficiali tedeschi, liberano Crescenzago, occupano gli stabilimenti Alfa Romeo, Isotta Fraschini, Sertum, Allocchio Bacchini, Face, Pracchi, Motomeccanica, .
Le stesse brigate «Garibaldi» assieme a formazioni «Matteotti», «Giustizia e Libertà», «Brigate del Popolo» e autonome occupano tutte le caserme della città, gli alberghi e gli edifici sedi di comandi tedeschi.
Scontri con i tedeschi avvengono alla Miani e Silvestri, alla Innocenti, alla CGE, alla Brown Boveri.
Alla Pirelli partigiani e operai rioccupano la fabbrica, la stessa cosa accade all’Innocenti.
La 169ª «Garibaldi» disarma il presidio delle brigate nere a Gaggiano. La 170ª a Motta Visconti attacca e costringe alla resa una cinquantina di tedeschi.
Quelli della 110ª bloccano e si impadroniscono di tre carri armati tedeschi.
Due distaccamenti della 110ª mettono fuori combattimento a Niguarda numerosi fascisti e tedeschi e costringono alla resa duecento francesi delle SS.
Le brigate «Garibaldi» 116, 117, 118, 123, 124, 125 comunicano di aver raggiunto con successo tutti gli obiettivi fissati nel piano insurrezionale a eccezione della caserma di via Lamarmora.
Lotte di strada si accendono in piazza della Scala, all’Arena con reparti della «X Mas», in piazza Diaz e in via Rovello dove era situata una caserma della «Muti».
La sera i partigiani hanno il controllo del territorio milanese fino alla vecchia cerchia dei navigli.
 27 aprile
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Tutta la città è sotto il controllo delle forze insurrezionali anche se, qua e là, appostati sui tetti o dalle feritoie delle cantine gli ultimi arrabbiati fascisti avevano improvvisato nidi di cecchinaggio.
Appena occupata la prefettura il C.L.N.A.I. emette il suo primo decreto trasmesso da «Radio Milano Libertà». Il commissario del C.L.N.A.I. dalla prefettura spicca ordinanza di arresto di Antonio Stefano Benni, dell’ing. Pietro Puricelli, del prof. Giuseppe Belluzzo, del conte Giovanni Treccani degli Alfieri, dell’ing. Guido Donegani, del dott. Alberto Pirelli, dell’ing. Agostino Rocca, dell’avv. Giuseppe Bianchini e del comm. Franco Marinotti.
Alle 20,30 al comando generale del C.V.L. perveniva dalla 52ª brigata «Garibaldi» il messaggio: «Mussolini, Pavolini e Bombacci sono stati arrestati.».
Entrano a Milano le brigate dell’Oltrepò pavese.
Messaggio di Antonio Greppi, Sindaco della Liberazione.
 28 aprile I gerarchi fascisti vengono giustiziati a Dongo.
Verso le 13 arrivano le formazioni garibaldine della Valsesia e dell’Ossola.
 30 aprile Le truppe alleate entrano in Milano.
 1° maggio
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Si tengono con immensa partecipazione i funerali di 36 patrioti caduti nelle giornate dell’insurrezione.
 2 maggio Il generale Alexander ordina la smobilitazione delle forze partigiane.
 4 maggio
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Violente manifestazioni impediscono la permanenza a Milano del reggente Umberto di Savoia.
 6 maggio
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Le forze partigiane dell’Ossola, dell’Oltrepò pavese, della Valsesia, le brigate Garibaldi, Matteotti, le Brigate del Popolo sfilano in una Milano finalmente tranquilla. 
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Antologia ragionata 
sulla Resistenza
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a cura di Guglielmo Gaviani
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.La raccolta di scritti sulla Resistenza proposti in questo bel sito, è avvenuta in occasione di una conferenza tenutasi nel cinquantesimo anniversario della Liberazione, il 25 aprile 1995. Guglielmo Gaviani la propone, scrivendo tra l'altro nella sua nota conclusiva: «... Qui ci sono le radici di una cultura non solo genericamente "antifascista", ma della democrazia così come si è concretamente realizzata dopo la seconda guerra mondiale.
Certamente quelle aspettative di libertà ed eguaglianza sono andate offuscandosi negli anni, ma rappresentano un riferimento fondamentale per i valori che sostenevano: la fiducia nell'uomo, l'attenzione a quei sottili meccanismi che incatenano la libertà prima ancora che da "nemici esterni" da pericolosi avversari interni alla sua natura, la critica feroce ad ogni autoritarismo compreso quello degli apparati di partito e nello stesso
tempo il sacrificio per ideali di giustizia che sono immortali».
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