Biografia
Interpretazione
e
ascolto
musicale
Discografia
Fotografie

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Glenn
Gould
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L'interpretazione
e l'ascolto musicale.
La musica intende proporci un discorso
artistico: se il brano è provvisto di un titolo, questo indica la
realtà cui il musicista si è ispirato, ma l'autore non si
propone di farcela semplicemente riconoscere quanto di rimodellarla dall'interno,
esprimendo quelle più intime proprietà che la sua fantasia
gli permette di scoprire (forme, movimenti, sentimenti, emozioni, modi
di essere...). Tutto ciò è detto mediante i suoni, che, proprio
per come sono organizzati, ci offrono l'immagine simbolica viva e concreta
di quanto l'artista ha «visto», «sentito» e immaginato.
L'opera musicale dev'essere considerata quindi non come una «copia»
delle cose, ma come il risultato della loro reinvenzione artistica.
Se il musicista crea i simboli sonori,
l'interprete deve leggerli, e ricostruirne il significato. Interpretare
vuol dire infatti assegnare dei sensi a un messaggio, sia esso musica,
quadro o poesia.
Pensiamo per un attimo a quanto
avviene in un dipinto (che, essendo un'opera artistica, ha molto in comune
con la musica). Un quadro che raffigura un albero non ci interessa certamente
per il fatto che ci permette di identificare con precisione quella determinata
pianta. Ciò che ci attrae non è tanto quello di cui si parla,
quanto il modo in cui se ne parla: quei colori, quelle linee, quei chiaroscuri
che ci presentano l'albero in una luce nuova. E' questo il vero significato
del quadro. Il pittore è partito da una realtà, ma ha cercato
di ricostruirla dall'interno, ripensandone e reinventandone le proprietà,
le caratteristiche.
Nell'opera artistica, dunque, ci
si riferisce certamente a qualcosa, ma il senso e lo scopo effettivi sono
altri: la scoperta immaginosa di proprietà, di aspetti nascosti
o fantasticati dall'artista. Ecco perché l'arte ci permette di scoprire
volti della realtà che ignoravamo.
E' importante notare che nessuna
opera ci presenta significati evidenti e definiti, così che basti
riconoscerli e coglierli come i frutti da un albero. In realtà,
un testo è fatto di suoni (così come di colori e linee, o
di lettere dell'alfabeto), e i significati si nascondono dietro questi
simboli. Sappiamo che vi sono, ma non ci si dichiarano, se non esprimendosi
attraverso qualcos'altro, cioè i segni.
In musica, è perciò
compito degli esecutori, o anche solamente di lettori o di ascoltatori,
ricostruire questi segni. Perché un'opera riveli il proprio senso,
occorre che qualcuno la interroghi mediante un lavoro attivo che impegni
la riflessione, la sensibilità, l'intelligenza e la fantasia. Un
interprete dovrà avere anche necessariamente una conoscenza tecnica,
che gli permetterà agevolmente l'analisi del brano che dovrà
eseguire.
Interpretare le opere musicali (sia
da esecutori, sia da ascoltatori) non è un compito facile. La musica
costituisce sempre un messaggio un po' misterioso, e ciò che riusciamo
a metterne in luce è solo una parte di quanto essa potrebbe essere
in grado di narrarci. Alcuni aspetti, poi, li cogliamo spesso con l'intuizione,
e li interiorizziamo, più che poterli esprimere a parole. Tuttavia,
è necessario che, fin dove è possibile, cerchiamo di mettere
ordine nelle nostre impressioni, chiarendoci ciò che un brano rappresenta
per noi e rendendoci capaci, anche, di parlarne con altri.
Le regole fondamentali per un interprete-ascoltatore
che voglia acquisire sempre maggior consapevolezza e trarre dalla musica
il maggior piacere possibile si possono quindi sintetizzare nel modo seguente:
-
ascoltare con attenzione, magari
più di una volta, un brano musicale, magari dopo aver «preso
contatto» con il compositore, avere cioè appreso le vicende
della sua vita, del periodo storico in cui operò e della sua produzione
artistica;
-
osservare le caratteristiche
che ha il pezzo;
-
riflettere e ipotizzare
su quanto può significare il brano che si sta ascoltando;
riordinare e comunicare
quanto
si è percepito, per esempio scrivendo un commento al brano appena
udito.
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