Bach,
Concerto violino 1041
Bach,
Clavicembalo II 847
Bach,
Partita 826
Beethoven,
Patetica I
Beethoven,
Patetica II
Beethoven,
Patetica III
Chopin,
Notturno op.90 n.2
Chopin,
Studio op.10 n.12
Chopin,
Concerto n.2 II
Clementi,
Sonatina n.3
Debussy,
Gradus
Dvorák,
Pezzi romantici
Haydn,
Sonata op.52 I
Haydn,
Sonata op.52 III
Haydn,
Quartetto chitarre V
Mozart,
Sonata K 280
Mozart,
Sonata K497
Mozart,
Sonata K521
Cajkovskij,
Concerto n.1
Schumann,
Intermezzo
Mahler,
Sinfonia 4, I
Mahler,
Sinfonia 5, IV
Mahler,
Sinfonia 5, V
Dmitrij
Šostakovic, 5 Preludi

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Concerto
Dmitrij
Šostakovic
Preludi op
87, Vol.I, nn. 2, 3, 7, 8, 11
Dmitrij
Šostakovic. Dopo aver studiato dal 1919 al 1925 al Conservatorio
di Leningrado, rivelò ben presto il proprio talento con la Sinfonia
n. 1 (1926), un vero capolavoro, probabilmente la più significativa
tra le sue sinfonie per ricchezza di temi e di costruzione armonica. Fu
molto vicino ai movimenti dell’avanguardia rivoluzionaria sovietica, insieme
a Prokof’ev e Majakovskij. Nel 1948 dovette compiere una severa autocritica
in seguito ai richiami del potere sovietico e si adeguò a modelli
compositivi che comprendessero toni celebrativi: ne sono testimonianza
le Sinfonie X, XI, XII e il ricorso a materiale derivato dal folclore russo.
La sua musica si contraddistingue soprattutto per la grande vitalità
ritmica e le ricche melodie, che spesso riecheggiano i motivi della tradizione
Rom dell’Europa orientale. Compose buona parte delle opere maggiori in
forme tradizionali, e il suo stile armonico maturo fu semplice e diretto.
Particolarmente notevole è inoltre il suo controllo tecnico dell’orchestrazione.
La prima opera di Šostakovic, Il
Naso (1929), modellata sullo stile espressionista e atonale di compositori
occidentali come Hindemith e Alban Berg, ricevette un’accoglienza positiva
da parte della critica e del pubblico; la sua opera successiva, Lady
Macbeth del distretto di Mtsensk (1934; riveduta con il nome di Katerina
Ismailova, 1963), raccolse nuovamente un grande successo popolare e
di critica; ma gli organi del ministero della Cultura sovietico definirono
il lavoro "controrivoluzionario" e costrinsero il compositore a promettere
di rivedere le proprie idee artistiche. Nacquero così la Sinfonia
n. 5 (1937, sottotitolata “La risposta di un artista sovietico a delle
giuste critiche”) e n. 6 (1939), finalmente accolte con favore anche dal
partito. La bellissima Sinfonia n. 7, Leningrad (1942),
composta durante l’assedio nazista di Leningrado, divenne un grande successo
popolare. Tra le sue composizioni: quindici
Quartetti per archi
(1935-1974), che hanno guadagnato con il tempo un posto di grande
rilievo nel panorama della musica novecentesca; sei Concerti (dedicati
al pianoforte, al violino e al violoncello); quindici Sinfonie;
due serie di 24 Preludi e Fughe (sul modello del bachiano Clavicembalo
ben temperato), musiche
per balletto, canzoni e colonne sonore per film. Nelle Sinfonie,
Šostakovic raccoglie l’eredità di Maurice Ravel e di Gustav Mahler
(caratteristico il
crescendo "raveliano" della Sinfonia di Leningrado),
sia nella forma sia nel linguaggio armonico. Morì a Mosca nel 1975
a 69 anni.
[da: Angela Molteni, Guida
all'ascolto della musica, Kaos Edizioni, in preparazione]
Ascolta dai 24
Preludi e Fughe op. 87, Libro I:
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