Bach,
Concerto violino 1041
Bach,
Clavicembalo II 847
Bach,
Partita 826
Beethoven,
Patetica I
Beethoven,
Patetica II
Beethoven,
Patetica III
Chopin,
Notturno op.90 n.2
Chopin,
Studio op.10 n.12
Chopin,
Concerto n.2 II
Clementi,
Sonatina n.3
Debussy,
Gradus
Dvorák,
Pezzi romantici
Haydn,
Sonata op.52 I
Haydn,
Sonata op.52 III
Haydn,
Quartetto chitarre V
Mozart,
Sonata K 280
Mozart,
Sonata K497
Mozart,
Sonata K521
Cajkovskij,
Concerto n.1
Schumann,
Intermezzo
Mahler,
Sinfonia 4, I
Mahler,
Sinfonia 5, IV
Mahler,
Sinfonia 5, V
Dmitrij
Šostakovic, 5 Preludi

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Concerto
Pëtr
Ilic Cajkovskij
Concerto per
pianoforte e orchestra n. 1
in si bemolle
minore
Pëtr
Ilic Cajkovskij (Votkinsk,
Vjatka 1840-San Pietroburgo 1893) compositore russo. Figlio di un ingegnere
minerario e di una pianista di origine francese, ricevette la prima educazione
musicale dalla madre. Trasferitosi con la famiglia a San Pietroburgo, dopo
aver abbandonato gli studi giuridici, seguì i corsi tenuti al Conservatorio
della città baltica da Anton Rubinstein, con il quale studiò
in seguito orchestrazione. Nel 1866 ottenne la cattedra di armonia al conservatorio
di Mosca, dove conobbe il drammaturgo Aleksandr Ostrovskij, che scrisse
il libretto della sua prima opera, Il Vojvoda (1868). Risalgono
a questo periodo anche le opere Ondina (1869) e L’ufficiale della
guardia (1872); il primo Concerto per pianoforte (1875); le
Sinfonie
n. 1 (Sogni d’inverno, 1868), n. 2 (1873; in seguito rivista e intitolata
Piccola
Russia) e n. 3 (Polacca, 1875); e l’ouverture Romeo e Giulietta
(1869; rivista nel 1870 e nel 1880).
Nel 1876 conobbe Nadezda von Meck,
una ricca vedova che, entusiasta della sua musica, gli garantì una
rendita permettendogli di dedicare tutto il suo tempo alla composizione.
Quattordici anni dopo, però, Madame von Meck troncò bruscamente
il sussidio. Agli anni trascorsi con Madame von Meck appartengono le opere
Evgenij
Onegin (1878), La pulzella d’Orléans (1879),
Mazeppa
(1883) e La maliarda (1887); i balletti Il lago dei cigni
(1876) e La bella addormentata (1889); le Variazioni rococò
per violoncello e orchestra (1876) e il Concerto per violino (1878);
i lavori orchestrali Marcia Slava (1876), Francesca da Rimini
(1873), la Sinfonia n. 4 (1877), l’ouverture 1812 (1880),
Capriccio
Italiano (1880), la Serenata per archi (1880), la sinfonia Manfred
(1885), la Sinfonia n. 5 (1888), l’ouverture-fantasia
Amleto
(1885) e numerose liriche.
Dal 1887 al 1891 Cajkovskij tenne
numerose tournée nelle maggiori città europee e statunitensi.
Compose una delle sue opere più belle, La dama di picche,
nel 1890. All’inizio del 1893 cominciò a lavorare alla Sinfonia
n. 6, poi intitolata Pathétique. La prima esecuzione, a San
Pietroburgo il 28 ottobre 1893, sotto la direzione del compositore, ricevette
un’accoglienza fredda. Nove giorni dopo, il 6 novembre, Cajkovskij moriva
di colera.
Molte composizioni di Cajkovskij
come
Lo schiaccianoci (balletto e suite, 1891-92), il Secondo
Concerto per pianoforte (1880), il Quartetto per archi n. 3 (1876)
e il Trio per violino, violoncello e pianoforte (1882) sono caratterizzate
da passaggi fortemente melodici in cui sezioni di profonda malinconia spesso
si alternano a movimenti di danza derivati dalla musica popolare.
Come il suo contemporaneo Nikolaj
Rimskij-Korsakov, Cajkovskij era un orchestratore straordinariamente dotato;
i suoi balletti, in particolare, contengono spettacolari effetti timbrici.
Le sinfonie, divenute molto popolari grazie alla orecchiabilità
delle melodie, hanno una notevole forza nello sviluppo tematico. Nelle
opere liriche migliori, come Evgenij Onegin e La dama di picche,
il compositore usò passaggi melodici assai suggestivi per dipingere
in maniera concisa ed efficace una situazione drammatica.
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