Bach,
Concerto violino 1041
Bach,
Clavicembalo II 847
Bach,
Partita 826
Beethoven,
Patetica I
Beethoven,
Patetica II
Beethoven,
Patetica III
Chopin,
Notturno op.90 n.2
Chopin,
Studio op.10 n.12
Chopin,
Concerto n.2 II
Clementi,
Sonatina n.3
Debussy,
Gradus
Dvorák,
Pezzi romantici
Haydn,
Sonata op.52 I
Haydn,
Sonata op.52 III
Haydn,
Quartetto chitarre V
Mozart,
Sonata K 280
Mozart,
Sonata K497
Mozart,
Sonata K521
Cajkovskij,
Concerto n.1
Schumann,
Intermezzo
Mahler,
Sinfonia 4, I
Mahler,
Sinfonia 5, IV
Mahler,
Sinfonia 5, V
Dmitrij
Šostakovic, 5 Preludi

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Concerto
Antonin
Dvorák
Pezzi romantici
op. 75 per violino e pianoforte
Antonin Dvorák (Nelahozeves,
Praga 1841-1904), compositore ceco, uno dei principali musicisti europei
dell'Ottocento e il maggior rappresentante della scuola nazionale ceca.
Da bambino studiò il violino e, dal 1857 al 1859, frequentò
la scuola di organo di Praga; quindi entrò nell'orchestra del Teatro
Nazionale della città boema. I primi riconoscimenti li ebbe nel
1873, con la cantata Hymnus, e cominciò ad affermarsi a livello
internazionale nel 1878 con la pubblicazione della prima serie delle Danze
slave.
Dal 1892 al 1895 fu direttore del
National Conservatory of Music di New York. Due delle sue composizioni
più famose, la Nona Sinfonia («Dal Nuovo Mondo»)
e il Quartetto in fa, detto «Americano», furono composti
negli Usa nel 1893; pur non contenendo veri e propri temi presi dalla tradizione
nera, le loro melodie hanno una profonda affinità di struttura e
di spirito con questi tipi di musica. Dvorák tornò in Boemia
nel 1895 e nel 1901 divenne direttore del conservatorio di Praga.
Le prime opere di Dvorák furono
influenzate anche dalla musica di Schubert e di Beethoven; subì
anche in parte l'influsso di Richard Wagner, specialmente nelle opere liriche,
alle quali dedicò gran parte dell'energia dei suoi ultimi anni.
Attinse alla musica popolare ceca e slava, e la sua produzione matura riflette
una profonda coscienza nazionale.
Tra le sue composizioni vi sono nove
sinfonie (1865-1893); musica per pianoforte (celebre è l'Humoresque,
1894); due serie di Danze slave (1878 e 1886) per due pianoforti
(successivamente da lui stesso orchestrate); le opere Il giacobino (1887-1888),
Rusalka
(1901) e Armida (1902-1903); poemi sinfonici; musica da camera;
oratori, cantate e messe; un concerto per pianoforte e uno per violino.
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