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Bach, Concerto violino 1041
Bach, Clavicembalo II 847
Bach, Partita 826
Beethoven, Patetica I
Beethoven, Patetica II
Beethoven, Patetica III
Chopin, Notturno op.90 n.2
Chopin, Studio op.10 n.12
Chopin, Concerto n.2 II
Clementi, Sonatina n.3
Debussy, Gradus
Dvorák, Pezzi romantici
Haydn, Sonata op.52 I
Haydn, Sonata op.52 III
Haydn, Quartetto chitarre V
Mozart, Sonata K 280
Mozart, Sonata K497
Mozart, Sonata K521
Cajkovskij, Concerto n.1
Schumann, Intermezzo
Mahler, Sinfonia 4, I
Mahler, Sinfonia 5, IV
Mahler, Sinfonia 5, V
Dmitrij Šostakovic, 5 Preludi





 

 
Concerto
Ludwig van Beethoven
Sonata n. 8 op. 13 «Patetica»
in do minore III movimento
(Rondò-Allegro)

Le opere del ciclo «eroico» (1802-1812) rappresentano un'amplificazione delle forme rigorose applicate da Haydn e Mozart. Ciò è particolarmente evidente in capolavori di dimensioni mai prima osate, come la Terza sinfonia «Eroica» e il Concerto per pianoforte n. 5, «Imperatore» (1809); o anche in opere di struttura formale più controllata, come la Sinfonia n. 5 (1808) e la Sonata per pianoforte op. 57, «Appassionata» (1805). In questi lavori, l'arricchimento tematico e l'effetto di contrasto armonico, prodotto attraverso la manipolazione di tonalità lontane tra loro, raggiungono notevoli effetti d'espressività.
Nel 1818 Beethoven inaugurò un secondo ciclo del suo stile «eroico». La svolta è segnata dalla Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore op. 106, «Hammerklavier», di ampiezza e difficoltà tecniche senza precedenti. 
Le opere dell'ultimo periodo beethoveniano non sono più raggruppabili in cicli, e neppure solo a coppie, presentandosi ognuna con una propria definita individualità. 
Con il passare degli anni, l'abitudine di Beethoven di stendere schizzi preliminari delle proprie opere acquistò crescente importanza: realizzati su piccoli blocchi o su fogli singoli, con le loro settemila pagine costituiscono uno dei più durevoli e cospicui monumenti alla creatività musicale.
L'influenza più profonda operata da Beethoven riguarda la trasformazione del ruolo del compositore. Da artigiano al servizio della Chiesa o dell'aristocrazia, con lui il compositore diviene un artista che crea per necessità interiore, finanziariamente indipendente grazie ai proventi della pubblicazione ed esecuzione delle proprie opere.

[da Angela Molteni, Ludwig van Beethoven, Kaos Edizioni, Milano 1998]
 
 


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