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Bach, Concerto violino 1041
Bach, Clavicembalo II 847
Bach, Partita 826
Beethoven, Patetica I
Beethoven, Patetica II
Beethoven, Patetica III
Chopin, Notturno op.90 n.2
Chopin, Studio op.10 n.12
Chopin, Concerto n.2 II
Clementi, Sonatina n.3
Debussy, Gradus
Dvorák, Pezzi romantici
Haydn, Sonata op.52 I
Haydn, Sonata op.52 III
Haydn, Quartetto chitarre V
Mozart, Sonata K 280
Mozart, Sonata K497
Mozart, Sonata K521
Cajkovskij, Concerto n.1
Schumann, Intermezzo
Mahler, Sinfonia 4, I
Mahler, Sinfonia 5, IV
Mahler, Sinfonia 5, V
Dmitrij Šostakovic, 5 Preludi





 

 

Concerto
Ludwig van Beethoven
Sonata n. 8 op. 13 «Patetica»
in do minore, I movimento
(Grave, Allegro di molto e con brio).

Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 - Vienna 1827), compositore tedesco. Crebbe in un ambiente familiare tanto stimolante (il padre era tenore della cappella arcivescovile) quanto difficile: la precocità del giovane, infatti, dovette sempre sottostare alla capricciosa, a volte violenta, autorità paterna. 
Nel 1784 si impiegò come organista al servizio del giovane arcivescovo di Bonn, Maximilian Franz. Gli studi veri e propri iniziarono intorno agli anni Novanta del Settecento sotto la guida di Christian Gottlob Neefe. Data l'eccellenza delle doti del giovane, venne inviato a studiare a Vienna dove, nel 1792, Beethoven divenne allievo di Franz Joseph Haydn.
Nei primi anni dell'Ottocento Beethoven rinunciò allo stile frammentario di opere come il celebre Settimino per archi e fiati op. 20 (1800), per aprirsi a una maggiore e più spontanea estensione del linguaggio musicale secondo una tradizione che risaliva chiaramente a Mozart e ad Haydn. Nel primo decennio dell’Ottocento Beethoven raggiunse celebrità internazionale. 
Fu sempre in questi anni, purtroppo, che si manifestarono con particolare veemenza disturbi all'udito di cui il compositore aveva avvertito i primi sintomi a partire dal 1798. Mai molto incline alla vita mondana, con l'aggravarsi del disturbo Beethoven si isolò progressivamente, ritirandosi a trascorrere periodi sempre più lunghi nella quiete di Heiligenstadt, nella campagna viennese. 
Risale al 1802 il «Testamento di Heiligenstadt», una lettera indirizzata ai due fratelli, nella quale Beethoven confida la propria crescente angoscia di fronte alla prospettiva della completa sordità. Dopo il 1805 il suo comportamento divenne sempre più scostante, le esibizioni in pubblico si fecero sempre più rare, sino a concludersi del tutto nel 1814.
A partire dal 1818 Beethoven, divenuto quasi totalmente sordo, affidò i suoi rapporti con il mondo esterno ai «quaderni di conversazione», mediante i quali rispondeva ai suoi rari interlocutori. 
Beethoven morì il 26 marzo 1827 e i suoi funerali vennero accompagnati da decine di migliaia di persone.

[da Angela Molteni, Ludwig van Beethoven, Kaos Edizioni, Milano 1998]
 


 


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