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Bach, Concerto violino 1041
Bach, Clavicembalo II 847
Bach, Partita 826
Beethoven, Patetica I
Beethoven, Patetica II
Beethoven, Patetica III
Chopin, Notturno op.90 n.2
Chopin, Studio op.10 n.12
Chopin, Concerto n.2 II
Clementi, Sonatina n.3
Debussy, Gradus
Dvorák, Pezzi romantici
Haydn, Sonata op.52 I
Haydn, Sonata op.52 III
Haydn, Quartetto chitarre V
Mozart, Sonata K 280
Mozart, Sonata K497
Mozart, Sonata K521
Cajkovskij, Concerto n.1
Schumann, Intermezzo
Mahler, Sinfonia 4, I
Mahler, Sinfonia 5, IV
Mahler, Sinfonia 5, V
Dmitrij Šostakovic, 5 Preludi





 

 

Concerto
Johann Sebastian Bach
Partita BWV 826 in do minore
(Sinfonia, Allemande, Courante, Sarabande, Rondo, Capriccio)

Bach era capace di cogliere e utilizzare ogni risorsa del linguaggio musicale disponibile nell’epoca in cui visse. Sapeva combinare in una sola composizione la configurazione ritmica di una danza francese, la levità della melodia italiana e la complessità del contrappunto tedesco. Era capace di scrivere per la voce come per i vari strumenti, in modo da mettere in risalto le specifiche proprietà costruttive e timbriche di ciascuna parte. Inoltre, quando alla musica era associato un testo, ciò che componeva era l’equivalente musicale di quanto veniva espresso verbalmente: una melodia ondeggiante poteva rappresentare il mare, un canone raffigurare l’adesione dei fedeli agli insegnamenti del Cristo. La maestria nel valutare e sfruttare i mezzi, gli stili e i generi del suo tempo gli permetteva di ottenere straordinarie trasposizioni di linguaggio: era in grado, per esempio, di trasformare una composizione italiana d’assieme, come un concerto per violino, in un convincente pezzo per un singolo strumento, come il clavicembalo. Ideando intricate linee melodiche, sapeva trasferire la complessa tessitura di una fuga a più voci a uno strumento tipicamente monodico come il violino o il violoncello. I ritmi dialogici e la distribuzione delle tessiture, tipici dei recitativi operistici, si possono trovare in alcune delle sue composizioni per clavicembalo o per organo. La facilità tecnica non era ovviamente la sola fonte della grandezza di Bach: è l’espressività della sua musica, in particolare quale si manifesta nelle opere vocali, ciò che comunica la sua umanità e che commuove gli ascoltatori di tutto il mondo.

[da: Angela Molteni, Johann Sebastian Bach, Kaos Edizioni, Milano 1998]


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