...
 
 
 
 
 
 

.....

.
.
.
.
.
L'histoire d'Adèle
Foto



Nota biografica
Filmografia
Ecce Bombo









 

FrançoisTruffaut
L'histoire d'Adèle H. [Adele H., una storia d'amore]
.

Nel 1955 Frances Vernon Guille scopre due volumi dei diari di Adèle Hugo: il diario è scritto in un personalissimo codice e, dopo 13 anni di lavoro di decifrazione e di ricerche, la Guille pubblica il primo volume presso Minard di Parigi. Lo scopre in questo modo Jean Grualt, co-sceneggiatore e amico di Truffaut, e nel 1970 scrive una prima traccia di sceneggiatura. Il titolo originale risponde all'intento narrativo di Truffaut che di Adèle vuole raccontare la particolare vicenda individuale.

Adèle H. era già nel cassetto in ben cinque versioni, prima che Truffaut cominciasse a girare la sua opera più sofferta. Fu la scoperta delle partiture inedite di Maurice Jaubert e l'incontro con Isabelle Adjani a far scattare l'ingranaggio della messa in lavorazione.

Dice del film lo stesso regista: «Non so perché faccio un film come questo. Così triste. Ma l'idea fissa ha in sé qualcosa di vertiginoso e io credo di essere stato preso in questa vertigine. E' molto ingiusto: tutti conoscono Léopoldine Hugo, morta annegata nel 1843, alla quale il padre aveva dedicato tante poesie, e nessuno conosce Adèle. Facendo questo film ho avuto l'impressione di farle finalmente prendere una rivincita su Léopoldine; sfortunatamente troppo tardi, perché penso che Adèle abbia sofferto terribilmente per essere stta la meno amata. Riassumo in sette punti ciò che mi ha attirato nella storia di Adèle Hugo, eccoli:

  • La ragazza è sola durante tutta la storia
  • E' la figlia di un uomo famoso nel mondo, lo scrittore Victor Hugo
  • Si parla di quest'uomo ma non lo si vede mai
  • Adèle vive sotto falsa identità
  • Ossessionata da un'idea fissa, persegue uno scopo irraggiungibile
  • Nessuna frase, nessun gesto di Adèle si riferisce ad altro che non sia la sua idea fissa
  • Anche se combatte per un obiettivo impossibile da raggiungere, Adèle si dimostra sempre attiva, inventiva, dinamica»
Adèle è la seconda figlia di Victor Hugo, ma la beniamina dello scrittore era la primogenita Léopoldine, morta annegata con il marito poco dopo le nozze e mai dimenticata dal padre: Adèle non aveva mai ricevuto lo stesso affetto e a ragione o a torto sentendosi esclusa si era forgiata anche a propria difesa una personalità forte e indipendente.
All'inizio della seconda metà del secolo il padre è costretto a emigrare e si rifugia con la famiglia nell'isola di Guernesey, nell'Atlantico tra Francia e Inghilterra.
Adele, che compone musica e tiene il diario dell'esilio, vi incontra un ufficiale inglese, Albert Pinson che la corteggia, la seduce, le promette il matrimonio e l'abbandona quando viene trasferito ad Halifax.

Victor Hugo non vedeva di buon occhio quel bellimbusto, ma il parere paterno viene ignorato da Adèle, che fugge di casa per riunirsi al suo tenente, che però non ne vuol sapere di lei. Adèle fa credere al padre, dal quale riceve aiuti economici, di essersi sposata e vive così una situazione di continua menzogna, ossessionata da un amore che non si realizzerà.

La storia di Adèle è quella di un'infelice che un'idea fissa sconvolge e distrugge, ma che non rinuncia ad affermare, sia pure attraverso la disfatta e il disastro fisico e psichico, la rottura con ogni convenzione borghese. La lotta diseguale fa di lei una creatura sconfitta, umiliata, stritolata.

Fotografati da Nestor Almendros in colori perlopiù notturni, gli ambienti sono ridutti al minimo: la stanza, la libreria, la banca; e poi un cimitero, un dormitorio pubblico, una facciata di dimora signorile. Solo nelle sequenze finali irrompe una solarità trionfante, in coincidenza col momento più buio della tragedia.

La cinepresa segue in stradine deserte il procedere sonnambolico di un essere ormai immemore di sé, al punto che trovandosi faccia a faccia con l'oggetto del desiderio che l'ha portata alla rovina non ha nemmeno più la capacità di riconoscerlo. E' una lunga sequenza, elaborata e perfino spietata, nella quale l'ufficiale infine rincorre la donna e si trova davanti non più la persona che delirava per lui ma solo un relitto. un'automa.

Nel film vi è un'altra riscoperta. Con una partitura anch'essa ritrovata come il diario di Adèle, Truffaut le associa la musica del più grande compositore del cinema francese, Maurice Jaubert, scomparso nel 1940 sul fronte della seconda guerra mondiale.

.
Interpreti Isabelle Adjani, 
Bruce Robinson, 
Sylvia Marriott, 
Reubin Dorey, 
Joseph Blatchley
Regia François Truffaut
Sceneggiatura François Truffaut, 
Jean Grault, 
Suzanne Schifman, con la collaborazione di Frances Vernon Guille, autrice di Le Journal d'Adèle Hugo
Produzione Le Films du Carosse, Le Productions Artistes Associés
Fotografia Nestor Almendros Musica Maurice Jaubert
Riprese Isole di Guernesey e di Gorée (Senegal) 
dall'8 gennaio al 21 marzo 1975
Prima 8 ottobre 1975


Alcune foto di François Truffaut