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partire dagli anni '60 vi è stata una accelerazione continua del
progresso relativo alle tecniche di osservazione del cielo: la radioastronomia,
l'astronomia all'infrarosso, quella dei raggi ultravioletti hanno aperto
campi di ricerca interamente nuovi, con la scoperta di oggetti celesti
prima sconosciuti, come le radiogalassie, le quasar, i nuclei galattici,
le pulsar ecc. Le conoscenze nel campo dell'astrofisica sono sempre più
estese e profonde.
Con
il termine di astronomia si intendono tradizionalmente gli studi che hanno
come oggetto di interesse gli oggetti che popolano il cosmo e le loro caratteristiche
(dimensioni, posizioni, origini ecc.). L'astrofisica si occupa della natura
degli astri, cioè della materia di cui sono formati e dei fenomeni
fisici e chimici che vi si svolgono.
Negli ultimi
quarant'anni si è verificato anche un grande aumento di interesse
da parte del pubblico in generale, che attraverso le trasmissioni radio
e televisive e gli organi di stampa ha ricevuto e riceve una grande
quantità di notizie e di informazioni. Basti pensare ai viaggi spaziali,
sugli esiti dei quali vi è stata, proprio a partire dagli anni '60,
una larghissima divulgazione, ma anche a tutti gli avvenimenti astronomici
(eclissi, passaggi di comete ecc.), attentamente presentati dagli strumenti
di comunicazione con ricchezza di particolari e attraverso immagini suggestive.
Il progresso
nei campi dell'astronomia e dell'astrofisica si è accelerato sensibilmente
nel ventesimo secolo, e grazie ai viaggi nello spazio la conoscenza del
cosmo e degli oggetti celesti si è notevolmente ampliata. Così,
accanto ai potenti telescopi e radiotelescopi vi sono ora i sofisticati
strumenti utilizzati dai Gagarin, Aldrin, Glenn e da tutti coloro che hanno
esplorato anche recentemente lo spazio, che non solo hanno allargato il
campo di conoscenza del sistema solare e dei fenomeni cosmici, ma hanno
permesso anche applicazioni pratiche direttamente legate alle osservazioni
e ai rilievi effettuati dagli astronauti.
I grandi osservatori
In
Italia gli osservatori astronomici più importanti si trovano ad
Arcetri, Asiago, Bologna, Carloforte, Castelgandolfo, Catania, Loiano,
Merate, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pino Torinese, Roma, Teramo e
Trieste. Il maggiore telescopio a specchio italiano è quello di
Asiago, con un diametro di m 1,20 (nella foto: Oss. Schiaparelli, presso
Varese).
Tra gli osservatori
più importanti nel mondo vi sono quelli di: Amburgo, Bochum, Heidelberg,
Helsingfors, Lowell, Meudon, Pic du Midi, Taurenburgo, Uccle.
Tra i principali
centri di astrofisica - o che comunque hanno contribuito e contribuiscono
in maniera determinante allo sviluppo di tale scienza vi sono: Monte Palomar,
Monte Hamilton, Lick e Monte Wilson in California; l'osservatorio Yerkes,
vicino a Chicago; il McDonald nel Texas ecc.
Le missioni
spaziali e l'invio dei satelliti ha permesso inoltre di disporre, oggi,
di telescopi spaziali, attraverso i quali vengono compiute continue osservazioni
nel cosmo che a loro volta forniscono dati e informazioni continue sull'attività
e sulle caratteristiche di stelle, pianeti, galassie e su tutti i fenomeni
celesti, come quelli legati al passaggio delle comete, all'attività
dei meteoriti ecc.
Si consideri
che all'inizio dell'Ottocento non si conosceva ancora né la distanza
delle stelle né la loro natura fisica; si ignorava la fonte di energia
che le faceva risplendere, e la loro composizione chimica. All'inizio del
Novecento non si sapeva ancora quasi nulla sulla struttura dell'Universo.
Per
millenni il cielo era stato esplorato a occhio nudo: dal 1610, grazie all'uso
del cannocchiale applicato da Galileo allo studio dei corpi celesti e mediante
strumenti sempre più potenti, si iniziò a disegnare ciò
che si stava osservando. Soltanto dalla fine dell'Ottocento si fissarono
le immagini su lastra fotografica. All'inizio degli anni Trenta si scoprì
casualmente che la Via Lattea emette anche radioonde: una scoperta (dell'ingegnere
Karl Jansky) che venne ignorata per oltre quindici anni, tanto che la radioastronomia
iniziò a svilupparsi dal secondo dopoguerra, rivelandoci aspetti
del tutto nuovi del cielo.
Con l'inizio
dell'era spaziale sono stati costruiti strumenti di osservazione del cielo
anche grazie alle radiazioni assorbite dall'atmosfera, portandoci al di
sopra di essa a mezzo di razzi e di satelliti. Alla lastra fotografica
si sono sostituiti rivelatori elettronici centinaia di volte più
sensibili e si costruiscono telescopi di diametro doppio e triplo del telescopio
di 5 metri di Monte Palomar (telescopio Keck, alle Hawaii, di 10 metri
di diametro; un altro è in costruzione, entrerà in funzione
nel 2001 e sarà situato sulla cima del monte Paranal nelle Ande
cilene). Tutte opere possibili grazie all'elettronica e all'informatica.
E' probabile anche che nei prossimi decenni si costruisca un grande telescopio
sulla Luna, telecomandato dalla Terra, così come già avviene
per i telescopi attualmente montati su satelliti artificiali. Tutto ciò
permetterà di fornire risposte a una serie di interrogativi che
ancora attendono una soluzione, non ultimo quello della possibile esistenza
di altri esseri viventi nell'universo..
Fonti:
Le
Scienze. XX secolo, a cura di Boris Kuznecov, Alap-Parigi, Novosti-Mosca,
Walk Over-Bergamo; Enciclopedia Mondadori; Enciclopedia Universale Garzanti;
Enciclopedia Geografica Garzanti; NASA: http://www.gsfc.nasa.gov/NASA_homepage.html
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